"Mai più soli" - cura e futuro della Salute Mentale chiede il codice rosso per la salute mentale
Nella settimana per la salute mentale, tra iniziative di prevenzione, dell'antistigma, centri aperti per consultazioni e pareri, l'unica associazione che urla il dolore dei familiari è “Mai più soli” che chiede di attivare un codice rosso per garantire interventi e presa in carico immediati. Evitando il peggio e ulteriori stragi.
Non basta…
… non basta forse l'orrendo omicidio Isceri: gettata viva dal cavalcavia, a Bologna: il brutale e fatale fermo di Fakir, la strage di Modena, l'omicidio del Pizzaiolo di Reggio Emilia e tanti altri fatti di cronaca nera che non balzano alla attenzione dei mass-media nazionali, relegati a qualche articolo di fondo della cronaca locale o regionale. Non bastano tutte le aggressioni agli operatori (oltre 20.000 l'anno), le violenze e aggressività spesso non denunciate a carico dei familiari (non esistono statistiche ma di gran lunga superiori a quelle degli operatori).
Non basta tutto questo.
Allora serve un atto di ribellione, che veda alzare la voce finalmente di alcuni familiari coraggiosi, che va applaudito e sostenuto: la proposta di Francesca Rizzello di Modena, Presidente della associazione Mai più soli. Lei ci ha messo la faccia, dopo essere stata accoltellata per ben 19 volte dal suo congiunto malato mentale. In fin di vita e salva per miracolo.
L'Associazione nella pagina di facebook registra alla data attuale oltre 5.200 follower, raccolti in pochi mesi dalla sua pubblicazione, a testimonianza di quanto il problema sia sentito dai cittadini e dalle famiglie.
Chiediamo la presa in carico e intervento immediato!
Nel video di oggi parlo di una necessità urgente e non più rinviabile: l'introduzione di un "Codice Rosso" per la Salute Mentale.
Quando una famiglia, un cittadino o un vicino di casa segnala che una persona è in preda a un delirio o in una situazione di evidente pericolo, il sistema deve scattare SUBITO. Non si può più aspettare, non si può fare burocrazia mentre una famiglia (ndr: aggiungiamo noi, anche i cittadini!) vive nell'incubo.
La prevenzione reale significa questo: una volta accertata la patologia e validato il rischio, la presa in carico da parte dei servizi sanitari deve essere IMMEDIATA, TEMPESTIVA E D'UFFICIO.
Oggi troppe famiglie vivono abbandonate, paralizzate dalla paura di ritorsioni o schiacciate dal silenzio, mentre si aspetta che la tragedia avvenga. Non possiamo più permettere che l'inerzia lasci le persone da sole a pagare il prezzo di una tragedia annunciata!
Cosa chiediamo concretamente
- Intervento immediato e d'ufficio: Una volta che la criticità è stata accertata e validata clinicamente, le strutture e i Centri di Salute Mentale devono intervenire senza ritardi e prendere in carico il paziente.
- Un Registro Unico e Interconnesso delle Segnalazioni: Per raccogliere indicatori di pericolo da familiari, vicini o datori di lavoro, in modo protetto e interconnesso con le Forze dell’Ordine e i medici.
- Protocollo di verifica automatico: Raggiunta una soglia di segnalazioni (es. 5 segnalazioni concordanti), deve scattare in automatico la verifica d'urgenza. Basta scaricare la responsabilità sul singolo medico di turno: è il sistema che deve imporre l'intervento.
- Responsabilità oggettiva e tutele chiare: Lo Stato deve dare ai medici strumenti operativi certi per lavorare senza l'ansia dell'interpretazione, ma laddove vi sia un'omissione di soccorso o un mancato intervento di fronte a un pericolo accertato, la responsabilità civile e penale deve essere chiara.
- La prevenzione salva le vite solo se a una chiamata d'aiuto o a un delirio segnalato segue un'azione immediata delle istituzioni. Non aspettiamo l'irreparabile!
Nel video di oggi parlo di una necessità urgente e non più rinviabile: l'introduzione di un "Codice Rosso" per la Salute Mentale.
Commento
Di questo ne dovrebbero tener conto le altre associazioni di familiari e i familiari di persone anche non pericolose; infatti la proposta non li riguarda ma dovrebbero essere solidali e non girarsi dall'altra parte o ignorare il problema in nome di un dubbioso stigma. Qui non si tratta di garantire il malato mentale che è già ampiamente tutelato contro i trattamenti involontari, bensì di garantire la sicurezza dei familiari e cittadini, ovvero delle nostre comunità.
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