Chi siamo
Siamo un gruppo di familiari ed ex-familiari di persone che sono o sono state colte da grave disturbo psichiatrico. Siamo soddisfatti della assistenza psichiatrica introdotta dalla legge 180 solo parzialmente e siamo profondamente preoccupati, anzi, arrabbiati nell'apprendere ogni giorno nuovi casi di aggressioni nei servizi psichiatrici e nelle famiglie; i primi balzano alla cronaca i secondi invece spesso vengono tenuti nascosti.
E' un quadro sconcertante, vergognoso, inaccettabile che richiede provvedimenti non solo sostegno dei progetti-obiettivo di attuazione della legge, ma che esige l'adozione di provvedimenti di altra natura per assicurare alle cure i pazienti che si sottraggono. Vedi: ACT
La legge 180 ha impedito riammissioni negli ospedali psichiatrici e lasciato i nuovi pazienti e loro famiglie da soli. Diversi dei familiari che collaborano a questo sito hanno vissuto la malattia mentale del proprio familiare per molti anni e negli anni 80' hanno dovuto affrontarla senza l'esistenza di alcun servizio né alcun aiuto da parte dei servizi che non formulavano diagnosi, e non riconoscevano pertanto l'esistenza della malattia.
Reclamavano la protezione del loro congiunto e a quel tempo va detto che la comunità protetta intesa come luogo di vita dove migliorare ed essere accolti, era una sorta di bestemmia in bocca ai soli famigliari in quanto, qualsiasi struttura era considerata un nuovo manicomio e perché secondo Basaglia i malati non hanno necessità di protezione ma vanno inseriti ed accettati nel territorio.
Benessere mentale
Non ci occupiamo in questo sito di benessere mentale nel senso stretto del termine, pur fornendo alcuni dati e articoli di ricerca. Infatti esistono numerosi siti che pubblicano le più svariate notizie sull'argomento.
Ovviamente per benessere mentale si intende quello stato di equilibrio psicologico ed emotivo che permette di gestire lo stress, relazionarsi positivamente e realizzare il proprio potenziale. Non è solo assenza di malattia, ma un processo attivo che richiede cura costante attraverso uno stile di vita sano (sonno, dieta, sport), mindfullness e relazioni significative.
Della salute mentale in senso generico si parla persino troppo e spesso in modo inadeguato con riferimenti perlopiù a stili di vita o nutrizionali così da banalizzare o romanticizzare la malattia mentale fino a disconoscerla.
I disturbi mentali non sono tutti uguali
Riconosciamo che la legge 180 ha migliorato l'assistenza psichiatrica nel corso degli anni, ma tutt'ora dimostra dei limiti.
I pazienti affetti da disturbi mentali più lievi o comunque trattabili e che concedono il loro consenso hanno innegabilmente tratto vantaggi dalla legge attuale. Infatti si sottopongono alle cure o trattamenti.
Ma quelli più gravi che non forniscono il loro consenso in pratica si sottraggono alle cure, non importa se volontariamente o meno, e sono fonte spesso di drammi: aggressioni nei servizi psichiatrici, violenza in famiglia e reati, tra i quali ⅓ dei famminicidi. Dovrebbero essere individuati e sottoposti a trattamenti obbligatori in ambito comunitario.
Non è possibile mettere sullo stesso piano tutti i disturbati mentali o affrontare tutti i casi psichiatrici con il semplice motto: la libertà è terapeutica. Alcuni tra i più violenti e aggressivi devono essere seguiti intensivamente, fino all'obbligo di cure territoriali. Vedi: ACT
La legge 180
La “rivoluzione basagliana”, culminata con la Legge 180 del 1978 (Legge Basaglia), ha segnato la fine dei manicomi in Italia, trasformando radicalmente la psichiatria italiana ed europea. Promossa dallo psichiatra Franco Basaglia, la riforma ha abolito l'ospedalizzazione coatta, riconoscendo dignità e diritti al paziente psichiatrico, focalizzandosi sulla cura territoriale e sull'inclusione sociale piuttosto che sulla reclusione, mettendo al centro del processo di cura lo stesso paziente.
In breve il malato mentale viene riconosciuto titolare di tutti i diritti di un cittadino qualunque, con cancellazione di qualsiasi presunzione (o pregiudizio) circa la pericolosità sociale; sottoposto a cure obbligatorie solo in casi estremi e non perché pericoloso, ma perché deve curarsi (ovviamente con gli psicofarmaci e quando si trova in forte agitazione e delirio), solo in ambito ospedaliero e per un periodo previsto di 7 giorni.
Tale concezione non prevede nemmeno la pericolosità “verso se stessi”.
Dalla fine del '900 le cose sono cambiate per fortuna in senso più positivo, attraverso una maggiore sensibilità dell'opinione pubblica e grazie alla introduzione di finanziamenti, ma le carenze legislative non sono state risolte per quelle persone disturbate più gravi. Non vogliamo qui fare tutto l'elenco; il lettore sfogliando le pagine e post del sito troverà i nostri commenti ai fatti di cronaca più eclatanti.
Carenze legislative
Ma, dopo molti anni di sofferenze intendiamo dobbiamo denunciare con forza le la stessa legge presenta diverse carenze e grosse lacune, che impediscono ai pazienti più gravi di curarsi, in un odioso circuito dove il malato si sottrae alle cure e il Centro lo attende in ambulatorio e non fa nulla, per rispettare la sua libertà o meno di curarsi.
Come lo dimostrano i fatti di cronaca. Tutto questo deve cessare al più presto
Dedica
Sito dedicato alla memoria dei pazienti scomparsi e non curati e alle loro famiglie che li hanno assistiti con amore fino l'ultimo, affrontando drammi e sofferenze quotidiane, senza dimenticare le vittime di allora, di violenze e aggressioni che tutt'oggi si ripetono.