Reggio Emilia: l'omicida del pizzaiolo era stato seguito dal CSM; si ripete lo sciacallaggio politico
Un omicidio per futili motivi, ad opera di un malato mentale e da quello che abbiamo appreso anche tossicodipendente, un mix pericoloso che costituisce uno di quelli che ultimamente sono definiti come casi complicati. Stranamente e ultimamente, diciamo noi, infatti … figuriamoci se non si sono verificati nel passato e forse tenuti nascosti o sottotraccia da una stampa che più volte si è girata dall'altra parte.
L'Ausl reggiana (Reggio online) precisa che l'omicida era stato seguito in modo continuativo dai servizi di salute mentale territoriali, “per poi scegliere autonomamente altre opzioni terapeutiche assistenziali al di fuori del servizio sanitario pubblico”. Inaudito e comunque corretto infatti in nome del consenso e della libertà terapeutica i pazienti con patologie complesse sono liberi di far quel che vogliono, fino a sottrarsi alle cure e commettere crimini. Così prevede la legge Basaglia.
Continua lo sciacallaggio ad opera di alcune forze politiche come la Legs che si ostinano a negare l'esistenza delle malattie mentali e immediatamente, tramite accesi seguaci che si spacciano per giornalisti o influencers in FaceBook, fomentano l'odio e scatenano la folla contro gli immigrati; gente che non attende di capire l'accaduto nè si informa.
Non è la prima volta, vedasi il recente caso di Modena, quello di Trieste del 2019, per non citare quello di Jabber Naggay. La storia si ripete e stavolta i falsificatori di notizie hanno incassato una figuraccia degna del nome; dovrebbero essere estromessi dall'uso dei social.
Chi Governa e la Lega invece di avvalersi di queste persone che fomentano l'odio, dovrebbe in luogo pensare a trovare urgenti soluzioni ai dilaganti problemi della salute mentale, in tema di sicurezza pubblica e finanziamenti inadeguati.
I cittadini e le associazioni di familiari dovrebbero mobilitarsi; altroché impegnarsi nella superata lotta al pregiudizio! Devono sollevare il problema della sicurezza e chiedere ai politici di prendere seri provvedimenti per impedire l'abbandono nel territorio di queste persone pericolose, responsabilizzando finalmente la psichiatria.
vedi: consenso, libertà terapeutica, colpa
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