Strage a Modena: investe otto persone delle quali quattro gravi, poi ne accoltella altre due. Siamo alle solite!
Un'auto sfreccia a folle velocità nel centro di Modena, travolge otto persone, quattro delle quali finiscono in ospedale in gravi condizioni; si schianta in una vetrina, il guidatore che non aveva assunto sostante psicotrope o droghe fugge, inseguito per essere bloccato accoltella altre due persone. Dalle prime ricostruzioni sembra preso da una forte rabbia verso tutto e tutti. Un sofferente mentale.
Le dichiarazioni della prefetta di Modena:
Sarebbe però stato in cura per problemi psichiatrici: anche su questo tema, però, gli inquirenti, con il supporto dei servizi territoriali dell'Azienda Usl di Modena, stanno cercando di ricostruirne la storia clinica. Nel 2022 era stato «attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi» dopo che era stato evidenziato uno stato di alterazione psichica. Poi se ne sono perse le tracce: ha detto la prefetta di Modena Fabrizia Triolo, facendo il punto sui fatti del pomeriggio
Chissà cosa significa “attenzionato”, dato che i CSM in assenza di consenso non agiscono.
Siamo alle solite: ecco una dei tanti drammi dovuti alla aggressività del “solito” sofferente psichiatrico di cui si sono perse le tracce nel territorio. In ossequio a una legge che non prevede di sottoporsi alle cure se non con esplicito consenso del sofferente: la legge Basaglia che ha per motto la libertà è terapeutica.
Quando avvengono questi fatti, che vedono protagonisti anche degli immigrati o loro figli, la tendenza è di trovare moventi come l'attentato o di incolpare la persona per nascondere la malattia mentale. Come se gli stranieri non soffrano mai di malattie mentali alla pari degli italiani.
E' una soluzione molto semplice per non parlare di disturbo psichiatrico grave, assolvendo così chi dovrebbe prendersi cura di queste persone.
Per certi versi sembra la ripetizione del fatto di Trieste quando Il 4 ottobre 2019, il cittadino dominicano Alejandro Augusto Stephan Meran ha ucciso i giovani agenti di polizia Matteo Demenego e Pierluigi Rotta all'interno della Questura di Trieste. Nel febbraio 2024, la Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione dell'imputato per totale vizio di mente, stabilendo che dovrà scontare 30 anni in una struttura REMS (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza).
In quell'occasione e con un tempismo inusuale e mai visto i servizi psichiatrici dichiararono chiaramente che non era un malato mentale, poi accertato in sede giudiziaria con totale vizio di mente, mentre alcune TV locali ineggiavano al solito violento attentatore straniero.
Tutto ovviamente con il complice silenzio delle associazioni locali per la salute mentale. Nonostante la madre avesse chiesto un intervento ai sanitari la sera prima. Un ragionamento perfetto che assolve e fornisce un alibi ai servizi e nel contempo arma la mano di chi combatte l'immigrazione con toni razzisti, mentre il problema di salute mentale, o meglio delle mancate cure psichiatriche, è sempre messo in secondo piano e ignorato.
Vogliamo finalmente prenderci cura anzitempo di queste persone malate? Quanti morti dobbiamo ancora contare?
La lotta allo stigma parte proprio da eventi come questo: se queste persone sono fermate in tempo, questi fatti non si verificano e noi tutti cittadini possiamo abbattere quei pregiudizi che avvolgono da tempo la malattia mentale.
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