cap. VI - L'esordio
1985 - Purtroppo le cose non stavano in questo modo.
Ricordo che Z. ripeteva decine e decine di volte al giorno questi comportamenti. Poi all’improvviso spariva, usciva e non sapevamo dove andasse, poi rientrava e alla fine si chiudeva nella stanza da letto.
“Parlava” con se stesso e con altre persone che solo lui vedeva. Ma non era tutto qui: ogni discorso, quasi ogni frase era seguita da quelle che in termini tecnici…
Il dibattito sulla salute mentale in Italia si arricchisce oggi di un nuovo, delicato capitolo: una proposta di legge della Lega per riconoscere le professioni del settore tra i lavori usuranti. Boutade elettorale o proposta seria?
Può il professionista violare la privacy qualora il malato esprima la chiara volontà di uccidere una persona? Deve avvisare o no le forze dell'ordine? Lo psichiatra ne è responsabile in caso di omicidio?
Oggi il medico ha il dovere di valutare attentamente il rischio e, quando la minaccia è concreta, grave e imminente e di informare le autorità. Così purtroppo non è stato fino al 2000, altra inefficienza e lato oscuro della legge Basaglia.
Il 3 novembre scorso Vincenzo Lanni 63enne è stato il protagonista di un accoltellamento simile a quello di Saidilly; vittima una 43enne manager di Finlombarda. Scelta anche essa "sconosciuta e a caso". Due relazioni lo avevano sancito "guarito!
Persistono dei dubbi sulla salute mentale del giovane, figlio di irreprensibili immigrati, che ha ferito a caso un informatico di 55 anni dichiarando "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio". Se non si tratta di malattia mentale, il disagio è forte, il fatto inquietante.
L'Ausl si affretta a sostenere che l'omicida Pellati, schizofrenico e tossicodipendente senza cure, aveva scelto autonomamente altre opzioni terapeutiche assistenziali al di fuori del servizio sanitario pubblico. Chi doveva allora fare il TSO? Cosa prevede la legge?
Purtroppo e come al solito nessuno sarà responsabile di un mancato trattamento obbligatorio. Nulla di nuovo, tutto come prima. Un'altro omicidio da segnare nel registro dei misfatti di Basaglia, in nome del diritto a non curarsi.
La stampa riduce il fattaccio a una semplice "fuga dai radar" del CSM, mentre l'Ausl ha dichiarato che il Pellati "aveva scelto autonomamente altre opzioni terapeutiche assistenziali al di fuori del servizio sanitario pubblico". Giornalismo disinformato.