Oltre alle obsolete e più desuete teorie sulle madri inadeguate e cattive famiglie, un numero più ristretto di persone ha proposto che un tipo di approccio culturale errato nei confronti della schizofrenia possa esserne la causa.
Non è raro che un gruppo di familiari nasca in prossimità del servizio stesso nel quale può trovare anche ospitalità e una sede. A volte l’impulso iniziale per costituire una associazione di familiari proviene da chi il servizio lo dirige o lo coordina. Nulla di illegittimo, ma ...
Aggressione a Fontana Liri e due feriti, protagonista il "solito" paziente conosciuto e "seguito" dai locali servizi; gli operatori che sembra abbiano disertato il TSO. In ottemperanza alla famigerata legge 180.
Un vero controsenso; il termine viene usato persino in eventi come “Il Mat” di Modena, evento che dedica alcune giornate alla salute mentale. Ma quale ... lotta allo stigma?
Prevenzione obbligatoria per comportamenti ossessivo-pericolosi. Nel 2025 non è più accettabile assistere a violenze annunciate. Spesso ci sono segnali evidenti: minacce, stalking, ossessioni morbose, denunce ignorate.
Ripubblichiamo parzialmente un interessante articolo dell'aprile 2025, in risposta a Paolo Crepet, pubblicato in sospsiche.it, ad opera di FIR e AIFA Lombardia.
Il manifesto non è lungo e vago elenco di intenti statutari; illustra con chiarezza e in dettaglio le richieste dei familiari in tema di prevenzione, supportoa lle fmiglie e modifiche alla legge 180.
La famiglia di Giulia Bonin, aveva richiesto un trattamento sanitario obbligatorio, richiesta che però era caduta nel vuoto. Un'altra ombra sinistra sui rinomati servizi di Salute Mentale Triestini. No comment.
Molti giornali online affermano che almeno il 50% degli operatori per la Salute Mentale è stato oggetto di aggressioni e chiedono maggiori tutele. Cosa devono dire allora i famigliari che vivono con pazienti mentali gravi 24/24 ore? Hanno diritto ad essere anche loro protetti?
03/05/2024 | SOSPSICHE - Il medico psichiatra fu accolto a Trieste 3 anni fa con roventi dichiarazioni sulla stampa, fino alla pressante richiesta della locale Associazione dei famigliari (Afasop) di non accettare l'incarico. La motivazione? Non troppo "basagliano" e perché proviene da Cagliari