cap. II - Dove e come vivevamo
Per una delicata questione di privacy è utile rivelare solamente che questa storia avviene nel Friuli V.G..
La regione è nota per aver applicato immediatamente una legge regionale sulla salute mentale (la L.R. n. 72/80) considerata tutt’oggi innovativa e da seguire nelle altre realtà.
La stessa Regione che ha ospitato Franco Basaglia, colui che abolì i manicomi e nella quale operano molti suoi allievi.
Ricordo che nel 1980 mi diplomai … gli anni precedenti erano quelli della mia gioventù, caratterizzati dai moti studenteschi, dalle opinioni espresse sui grandi temi contemporanei e dalla contestazione giovanile alla quale non partecipai se non in qualche occasione.
C’era tanta voglia di cambiare il mondo e anche di una svolta politica; non dimentichiamo che nel 1978, anno di promulgazione della legge 180, se ne parlò anche a scuola, sebbene marginalmente.
Ma si notavano negli stessi professori, nella società, nei discorsi per strada la voglia di considerare il “matto” una persona del tutto uguale a noi che ci consideravamo “normali”.
Era tutto un fermentare di idee nuove e nel campo della psichiatria si parlava di antipsichiatria, di abbattimento dell’istituzione, di lotta di classe, questioni che furono riprese più volte in tempi e anni successivi dagli stessi psichiatri. Ovviamente nel momento in cui il PCI riscosse il consenso popolare di circa il 33% dei voti.
Tutto questo condizionò anche il mio pensiero per quanto stava accadendo.
Ricordo che anni prima ero un feroce sostenitore della legge per il divorzio e simpatizzavo più o meno apertamente per la sinistra italiana e il PCI che non disdegnavo di votare.