cap. III - Le prime avvisaglie
1978 - Un passo indietro, Basaglia chiude i manicomi
Solo qualche anno prima noi tutti eravamo incollati davanti al televisore mentre a Gorizia, in quel piccolo schermo in bianco e nero, i pazienti del manicomio capeggiati da qualche operatore scardinavano le reti, abbattevano i muri: una scena analoga a quella della caduta del muro di Berlino.
Noi eravamo lì, spettatori un po’ scettici; mia madre che non poteva presagire il futuro, mi chiese “e ora che succede? chi si occuperà di queste persone?”. Risposi “dicono che stanno tutti bene che non ci saranno problemi, che non sono malati".
Non tutti la pensavano come Basaglia e qualche psichiatra, vedi Tobino, e altri politicamente mal digerirono la questione.
Ma il P.C.I. riscuoteva così tanti voti che la battaglia dell'antipsichiatra Basaglia si concluse a suo favore. Ho sempre pensato che la D.C. (Democrazia Cristiana) “regalò” o meglio concesse di proposito l'intero settore psichiatrico e la gestione di questi pazienti alla sinistra che da sempre ha avuto in mano il sistema cooperativistico, in fin dei conti una bella torta sottratta ai privati e allo Stato. Diciamo che il famoso terzo settore riponeva un interesse rinnovato e forte, non solo sostenuto da aspetti solidati ma anche per finalità politiche e interessi commerciali.
Dal 1978 in poi e ci fu una forte propaganda per cambiare le idee sulla psichiatria e malattie ed una serie di articoli sui giornali, riviste ed altro che ci indussero a pensare che la malattia mentale proprio non esistesse più e fosse un lontano ricordo da associare al solo manicomio, istituzione abbattuta e superata.
Mai avrei pensato che, qualche anno dopo la malattia mentale entrasse prepotentemente nella famiglia e in un modo così doloroso e devastante.
1983 - Z. parte per il servizio militare
Quando accompagnammo Z. al treno, partiva per il servizio militare di leva obbligatoria, lui era tutto arrabbiato, non ne era felice. Non avevamo dato peso alla faccenda, perchè molte persone nel periodo partivano di malavoglia.
Mentre Z. era al servizio militare io avevo trovato una ragazza che poi sarebbe diventata mia moglie. Tutto sembrava filare liscio.
Lui tornò e dopo qualche mese e già appariva strano, aveva gli occhi che sembrava guardassero nel nulla e si guardava in giro con un’aria un poco assente e ripeteva gli stessi pensieri e cose.
Pensammo che fosse uno stress momentaneo. Iniziammo a parlarne con tra di noi familiari ma non capivamo cosa stesse succedendo.
Nessuno disponeva di qualche nozione per comprendere quello che oggi viene definito il suo disagio. Non ne avevamo i mezzi e non c'era internet.
Lasciammo perdere e decidemmo di attendere la fine del servizio per vedere come sarebbe andata.