La tragica storia del Paziente Z. e della sua famiglia
Sono il fratello di Z. , scomparso diversi anni fa. Per molto tempo ho combattuto con me stesso, preso tra due fuochi: raccontare la storia di Z. o dimenticarmi di tutto?!?
Ripercorrere le tappe di Z., della mia famiglia e della mia vita è un processo doloroso: riaffiorano alla mente sofferenze, situazioni drammatiche, momenti tragici e difficili che non si possono dimenticare e cancellare facilmente. Per tanto tempo mi sono occupato di Z. partecipando anche come attivista ai lavori di una associazione di famigliari ora non più esistente; non è stato tempo perduto.
Chi è il paziente Z.
Il paziente Z. si è ammalò nel 1982; peggiorò progressivamente. Era il periodo immediamente successivo alla promulgazione della legge 180 ("Basaglia"). A distanza di tempo mi sono chiesto se per lui si poteva far qualcosa di più per Z. e se il suo peggioramento era solo legato alla evoluzione naturale della sua malattia. Un buon 30% infatti non risponde nemmeno alle cure farmacologiche, altri rifiutano la riabilitazione psicosociale e così via.
Si sa benissimo che la schizofrenia è una grave malattia che va presa in tempo per essere arrestata e trattata meglio. Ma come vedremo, tutto questo non si poteva fare in quegli anni; dove addirittura si negava l'esistenza della malattia e non c'era alcuna struttura.
Come dire: chiusa una casa (il manicomio) chi se ne frega se non c'è nulla, uno straccio di ambulatorio, il personale, modelli riabilitativi, leggi e finanziamenti. Uscireste voi da casa vostra senza comprarne un'altra o averne una in affitto? Z., la sua famiglia e tanti altri si sono trovati davanti al nulla.
I sopravvissuti
Il dr. F. Torrey, noto psichiatra americano ha descritto tutto questo in un best-seller “Surviving Schizophrenia” [tr. sopravvivere alla schizofrenia]., denunciando apertamente il processo di deistituzionalizzazoine avviato gli Usa negli anni successivi, sebbene con meno impatto rispetto a quello italiano. Chi è allora il sopravvissuto, lui Z.? No, lo siamo tutti noi famigliari che abbiamo dovuto affrontare situazione estremamente drammatiche.
La legge Basaglia in quel periodo di punto in bianco ha disposto la chiusura dei manicomi, negato l'esistenza della malattia mentale, abbandonato i pazienti alle famiglie e costretto le stesse a un vivere quotidiano drammatico. Loro sono i sopravvissuti dell'epoca. Il lettore tenga conto di questo: oggi la situazione è migliorata ma sul fronte della legge Basaglia i caduti sono stati tanti e vanno ricordati.
I motivi
Oggi, scorrendo la cronaca Internet, ho dovuto prendere la decisione di ricostruire sommariamente la storia di Z., perchè noto che c'e' una involuzione nelle cure e trattamenti, negligenze professionali, abbandono di pazienti in ambito comunitario. Sono situazioni vergognose e inaccettabili che dovrebbero sollevare l'indignazione dei cittadini, amici, ex-familiari e familiari. Stiamo tornando agli anni 80; questa storia è tutt'altro che superata e di altri tempi.
Dedico la storia al paziente Z., mio fratello al quale ho voluto bene anche nei momenti difficili, e ripeto: odiate la malattia, amate la persona. Anche se non è facile. Una dedica alla memoria tutti quelli scomparsi di recente per mano di un malato mentale, ai pazienti che, non consapevoli del loro stato, commettono reati e, come in un recente caso, rischiano anche di essere linciati dalla folla, e questo capita perchè non adegutamente trattati. Speriamo la narrazione possa contribuire a risvegliare le coscienze e a modificare la cultura e leggi contemporanee.
Il diario sarà pubblicato a cadenza settimanale con una nuova puntata.
Buona lettura