Violenze e accoltellamenti: "Nessun rimorso", tutti lo attendono ma ci sono persone che....
Spesso nei delitti connotati da atti di violenza, delitti o atrocità, una volta individuato il presunto colpevole - sia o meno malato mentale conosciuto ai servizi - scatta lo stupore per la freddezza dell'indagato e nessun pentimento o rimorso.
Non tutte le persone che commettono un delitto particolarmente violento manifestano rimorso o senso di colpa dopo l'arresto. L'assenza di emozioni visibili, tuttavia, non significa automaticamente che la persona sia affetta da una malattia mentale.
In psichiatria e psicologia forense è importante distinguere tra i disturbi di personalità, le patologie psichiatriche maggiori e le caratteristiche individuali.
Quando una vittima viene scelta casualmente e il gesto appare privo di una motivazione comprensibile, l'opinione pubblica tende ad attribuire il comportamento alla "follia" spesso identificata con la schizofrenia. In realtà, molti autori di reati gravi non presentano una psicosi, ma possono avere tratti di personalità caratterizzati da una marcata difficoltà a provare empatia, a riconoscere la sofferenza altrui e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Tali tratti sia ben chiaro, identificano dei disturbi mentali classificati dal DSM V (Manuale Statistico Diagnostico dei disturbi mentali).
Tra i disturbi più frequentemente associati a questi aspetti vi è il disturbo antisociale di personalità, caratterizzato da inosservanza delle norme sociali, impulsività, manipolazione, aggressività e scarso rimorso dopo aver danneggiato gli altri. In alcuni casi possono essere presenti anche tratti psicopatici – un costrutto studiato in psicologia forense, ma non una diagnosi autonoma nei principali manuali diagnostici – che comprendono freddezza emotiva, assenza di empatia, superficialità affettiva e incapacità di provare autentico senso di colpa.
Anche il disturbo narcisistico di personalità, nelle forme più gravi, può essere accompagnato da una ridotta capacità di immedesimarsi negli altri e dalla tendenza a minimizzare il danno provocato, soprattutto quando prevalgono grandiosità e senso di superiorità. Più raramente, alcune persone con disturbo paranoide di personalità possono giustificare atti violenti sulla base di convinzioni persecutorie, pur senza mostrare rimorso.
Diverso è il caso delle psicosi, come la schizofrenia o il disturbo delirante. Durante un episodio psicotico grave, una persona può agire sotto l'influenza di deliri o allucinazioni che alterano profondamente la percezione della realtà. In queste situazioni l'assenza di rimorso immediato può dipendere dalla convinzione di aver agito per una ragione ritenuta reale in quel momento, piuttosto che da una totale mancanza di empatia.
Va inoltre ricordato che non tutti coloro che appaiono freddi o impassibili sono realmente privi di emozioni. Alcuni possono reprimere il dolore, negare la responsabilità o evitare di mostrare vulnerabilità come strategia difensiva. Altri, invece, possono provare un rimorso che emerge solo molto tempo dopo.
In ambito forense, la valutazione della capacità di provare empatia e senso di colpa richiede un'analisi approfondita da parte di psichiatri e psicologi specializzati.
Non è possibile stabilire l'esistenza di un disturbo di personalità (che comunque riguarda la sfera della salute mentale) o di una malattia mentale sulla sola base della gravità del reato o dell'assenza apparente di emozioni.
La maggior parte delle persone affette da disturbi mentali, infatti, non commette reati violenti e non deve essere identificata con gli autori di delitti efferati. Sebbene in tempi recenti si ripetono purtroppo atti violenti che vedono protagoniste delle persone affette da grave disturbo mentale, mal seguite o per nulla seguite dai servizi psichiatrici, che si sono avvalse del diritto di sottrarsi alle cure e/o dimesse dalle REMS e dichiarate guarite.
Evidentemente c'è una minoranza di sofferenti che andrebbero seguiti diversamente e con una stretta sorveglianza post dimissione. Va trovato un equilibrio tra la gestione di queste persone e la sicurezza pubblica, tramite una nuova normativa.
Non siamo tutti uguali: proprio questi non provano alcuna emozione, alcun rimoso e un appiattimento affettivo tipico della loro personalità abnorme.
vedi: consenso, libertà terapeutica, tso, aggressività, psicosi
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