Legge Zaffini: l'iter infinìto del decreto, tutto come nel passato. Chi ci crede più?
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Mentre le audizioni proseguono infinite e con lunghe soste, il disegno di legge non va avanti, nemmeno ci fosse una idea di fondo per farlo cadere apposta. Il fatto si è già ripetuto in passato; a ridosso del termine della legislatura come al solito tutto termine con un nulla di fatto. E bisogna ripartire daccapo. Un ritornello che va avanti senza sosta da quasi 50 anni. Che vede la Destra Governativa e la Sinistra all'opposizione quasi d'accordo nella recita di un teatrino inconcludente.
Negli altri Stati europei ed extraeuropei più volte nel corso degli anni sono state promosse modifiche e aggiustamenti alla varie legislazioni per affrontare problemi imprevisti e per aggiornare le norme alla psichiatria che ha fatto numerosi passi avanti. In Italia si procede a ritmo di lumaca se non di gambero, senza alcun risultato in barba alla richiesta di maggiore sicurezza e di nuovi strumenti di cura obbligatori a livello extra-ospedalieri, da adottare nei confronti delle persone disturbate gravi e incontenibili, nonché modifiche al TSO con garanzie costituzionali per il paziente. Fatto quest'ultimo che ci lascia sconcertati a distanza di 50 anni quasi dalla legge Basaglia.
Ecco una breve panoramica, riferita alle opinioni delle associazioni di familiari; per gli altri interventi vedi sopra il link al Senato.
Secondo la FISAM (Federazione Italiana per la Salute Mentale) la Salute Mentale debba essere centrale all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, garantendole la protezione prevista dall'articolo 32 della Costituzione, che si traduce in maggiori diritti per il paziente con la istituzione della figura di un garante, ma anche per le famiglie, nuovi modelli di cura, procedure per gli ASO/TSO, con opposizione all'uso del carcere per i malati mentali autori di reato, denuncia dell'uso eccessivo di farmaci in carcere, servizi di salute mentale con dovuto monitoraggio e sanzioni, ruolo delle associazioni dei familiari nella programmazione e valutazione dei servizi. forte coinvolgimento delle famiglie e controllo indipendente. Consulta il Manifesto Per la Salute Mentale
Circa il parere della FIR e ADHD Italia , consultare il testo dell' audizione. Le priorità puntano il dito sulla prevenzione della contenzione. In sintesi propongono: Contenzione psicologica: formazione all'utilizzo di tecniche di de-escalation, meglio se in un ambiente ‘amico’; Porte aperte ai familiari, nel rispetto della privacy degli utenti; Utilizzo degli esperti in supporto fra pari, una risorsa ancora scarsamente o per nulla utilizzata, Monitoraggio e misurazione degli esiti, per distinguere le azioni di mera routine dalle cure efficaci, Survey su utenti e familiari, utile anche per comunicazioni di lotta allo stigma, Incentivi premianti i migliori esiti, per innescare una sana competizione.
Diversa opinione esprime l' UNASAM in sostanza allineata con un vasto fronte composto da una rete sociale, tra le quali Psichiatria Democratica, Magistratura Democratica, PD e sinistra varia. Dal sito di Psichiatria Democratica citiamo questo testo:
“Le critiche al DDL evocano lo spettro manicomiale, per tanti versi per altro silentemente già riprodotto da tempo mediante lo spostamento dell’assistenza e delle risorse dalla presa in carico al ricovero; oppure ne affrontano, con puntualità, la sostanza con argomenti analitici volti a mettere a fuoco quanto è problematico in termini di diritti, costituzionalità e reale sostenibilità finanziaria nonché la sostanza stessa di una psichiatria territoriale pubblica sbilanciata sulla difesa dalla violenza dei pazienti psichiatrici.” La critica al ddl Zaffini si risolve nella accusa di proporre norme inutili per la sicurezza e ovviamente a scapito dei servizi territoriali.
Si registra uno scontento comune circa le scarse risorse da sempre assegnate alla psichiatria e una divisione sulla promulgazione di norme per contenere la violenza nell'ambito dei servizi di salute mentale e diremo noi anche in ambito familiare: UNASAM denuncia il ritorno ai manicomi.
Conclusioni
A nostro parere, vinca il migliore, il decreto legge non avrà seguito come al solito, perché chi lo ha proposto non sa gestire al meglio la corretta informazione e i motivi che spiegano la necessità di introdurre norme per garantire una maggiore sicurezza agli operatori, cittadini e familiari. E a livello dei mass media, salvo i titoli che richiamano lo spauracchio del manicomio, le motivazioni e commenti non si fanno sentire, nè tantomeno si apre una vera indagine per comprendere il passato e il presente,
A nostro avviso é necessario adottare provvedimenti che sappiano bilanciare la tutela dei diritti fondamentali dei sofferenti e le esigenze di sicurezza della Comunità. Questi fatti si ripetono continuamente e con troppa frequenza, vedi la cronaca di sospsiche.it e i link relazionati a piè di pagina.
La politica deve aver più coraggio e non voltare le spalle alle famiglie.
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