Aggressioni nei servizi di salute mentale e in famiglia, le differenze
I giornalisti non si pongono domande né indagano sulle cause, mentre gli operatori che ben dovrebbero conoscere i propri pazienti, cadono dalle nuvole "sorpresi e scioccati dall'accaduto".
Possiamo escludere le responsabilità del personale? Si può anche supporre un comportamento poco cordiale nei confronti del malato e una reazione violenta, che dovrebbe essere la normalità in un quadro di cura o trattamento dichiarato complesso. Comprendiamo anche che la mancanza di personale può provocare la sindrome del burn-out tra gli operatori.
La gestione proposta da SPDC di Udine
Intanto l'Università di Udine riferendosi al servizio SPDC di Udine pubblica un articolo che illustra i dati di una ricerca e si dice chiaramente che i reparti psichiatrici: non-contenzione e “porte aperte” non fanno aumentare le aggressioni al personale.
Cit. testualmente:
Quello udinese è uno dei pochi reparti psichiatrici degli ospedali italiani, 19 su 318, il 6 per cento, a non utilizzare la contenzione e ad adottare la politica delle “porte aperte” tutto il giorno. Lo studio ha analizzato gli incidenti sul lavoro, in particolare le aggressioni fisiche, del personale del reparto dell’Asufc prima e dopo l’adozione, nel 2015, di questo tipo di gestione. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista scientifica internazionale Nursing Reports.
Andrebbero chiarite anche le responsabilità del personale in caso di mancata sorveglianza di pazienti gravi quando si tengono aperti i reparti, le possibili fughe di persone affette da delirio e altri sintomi gravi, che potrebbero mettersi in una situazione di pericolo; chi ne risponde?
Commento
Come mai altrove accadono allora questi fatti? C'è un problema di rapporto con il paziente psichiatrico?
CI auguriamo si possano fare ulteriori ricerche per comprendere se ci sono delle carenze gestionali nei rapporti con i pazienti e quali sono le cause di tali aggressioni, dato che la pericolosità del malato di mente è stata abolita per legge.
E far luce anche perché questi eventi sono frequenti anche in ambito familiare, considerato che i caregiver sul fronte della battaglia contro la malattia mentale sono proprio loro, i congiunti, 24 ore su 24. Per 365 giorni l'anno.
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