Fantapsichiatria tra TSO "gentile" e le amnesie patologiche della legge 180
Le modifiche alla legge 180, anche in tema di TSO e nell'interesse dei pazienti, proseguono con la corsa della lumaca, in un dimenticarsi collettivo - attribuibile a medici, associazioni, cittadini -circa l'anticostituzionalità del TSO.
Meglio tardi che mai
L'articolo de “Il Manifesto” che qui segnaliamo con interesse, affronta l'argomento in dettaglio e con termini giuridici. Semplifichiamo lo scopo: siccome il TSO prevede la comunicazione al Giudice Tutelare e questo viene convalidato un paio di giorni dopo, si pone il problema del mancato diritto, di chi è sottoposto al trattamento, di avere immediatamente e quindi durante l'esecuzione dello stesso, la possibilità di nominare e ottenere assistenza legale di da parte di un difensore, al fine di una eventuale revoca.
Fantapsichiatria
Comprendiamo le buone intenzioni del giornalista, sperando abbia assistito ad un TSO, ma critichiamo il titolo dell'articolo. E' fantapsichiatria sostenere che con nuove norme il TSO sia gentile, visti i fatti di cronaca e le modalità di esecuzione del tutto violente, altro che psichiatria gentile, delegate esclusivamente agli organi di polizia secondo i dettami della legge 180. Infatti:
La legge 180 sancisce che il medico non ha alcun obbligo d'essere presente al TSO. Nè prevede che, per non inficiare il rapporto terapeutico, sia presente un suo collega o una figura di mediatore.
E doveroso, al contrario, sottolineare, per quanto detto sopra a proposito della peculiarità del rapporto con il paziente, l'inopportunità della partecipazione diretta dello psichiatra a tali operazioni. L'efficacia di qualsiasi intervento psicoterapeutico e, com'e noto, strettamente dipendente dalla qualità del rapporto che si realizza tra paziente e psichiatra, rapporto che deve essere fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Mescolare dunque le due figure (quella del medico e quella del poliziotto) significa offrire al paziente una immagine distorta del ruolo e della finalità dell'intervento psichiatrico, minare all'origine le possibilità di instaurare un proficuo rapporto, compromettendo quella necessaria relazione fiduciaria che rappresenta la condizione indispensabile per un positivo riscontro terapeutico.
da: La Responsabilità professionale dello psichiatra, Greco-Catanesi, ed. Piccin Padova, 1990 - Trattamenti Sanitari Obbligatori, pag. 67
Servirebbero anche norme, già varate in altri Stati UE, per garantire la sicurezza dei famigliari e dei cittadini, che avrebbero diritto a proporre un TSO.
Una legge da rivedere
Il TSO è un trattamento che secondo la legge 180 deve avere carattere di eccezionalità. Pertanto si presuppone che se lo psichiatra del CSM ne ordina l'esecuzione, dovrebbero sussistere tutte le condizioni affinché venga eseguito. Nel caso inverso allora lo psichiatra dovrebbe essere considerato responsabile di un illecito.
Dubitiamo che le persone che sono in stato delirante, psicotico, ecc. possano comprendere e chiedere un supporto di un legale. Semmai il problema può porsi per quelle condizioni psichiatriche dove la persona può esprimere o meno un consenso, ad es. nel caso di persone affette da sindrome ansiosa, depressione maggiore, anche disturbo bipolare o disturbi di personalità. Queste persone non deliranti possono presentare ragionamenti comunque distorti e presentarsi come “vittime del sistema” per impedire un giusto ricovero.
Ci sono poi i normali cittadini; è sufficiente un medico non molto onesto, un sindaco che non controlla e l'assenza pressoché scontata del Giudice Tutelare (che di norma firma documenti e non vede mai le persone, se non di rado) affinché lo psichiatra esegua un vero sequestro di persona. Che in un futuro non molto lontano potrebbe anche riguardare internamenti per questioni politiche o altro.
Per tali motivi concordiamo con i proponenti le modifiche al TSO.
La necessità di nuove norme
L'associazione “Diritti alla follia” si batte affinché ci sia una nuova normativa in tema di TSO. La legge 180 nel complesso utile per aver superato i manicomi ha permesso di curare le persone consenzienti, ma traballa notevolmente e presenta voragini legislative in molti altri aspetti.
Quello che stupisce è il fatto che, per oltre 40 anni la legge è rimasta intoccata, nel senso che in altri stati, vedi Gran Bretagna, periodicamente vengono introdotte norme per aggiustare e perfezionare le precedenti. Lì da molti anni si prevede la figura di un difensore della persona sottoposta a TSO.
Siamo veramente sicuri che la legge Basaglia sia la migliore al mondo?
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