Protocollo di Oviedo, parte IV: la posizione di EUFAMI
La posizione ufficiale di EUFAMI, la Federazione Europea delle associazioni dei familiari sulla coercizione è diversa da quella abolizionista. Chi vive a contatto diretto con la malattia ha diritto a chiedere interventi per prevenire il peggio.
In rete non è stato rintracciato alcun documento, comunicato, lettera congiunta o presa di posizione pubblica in cui EUFAMI dichiari espressamente di sostenere oppure di opporsi al progetto di Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo sul ricovero e trattamento involontario.
Cosa risulta dalle fonti
1. EUFAMI non compare, nelle principali dichiarazioni di opposizione, tra i firmatari
Ho controllato le dichiarazioni e le campagne contro il Protocollo promosse, fra gli altri, da Mental Health Europe, ENUSP, European Disability Forum e altre organizzazioni. Le fonti reperite non indicano EUFAMI come firmataria delle dichiarazioni che chiedevano il ritiro del progetto o aderivano alla campagna #WithdrawOviedo.
Questo è significativo perché tali organizzazioni hanno assunto una posizione esplicitamente contraria, sostenendo che il Protocollo rischierebbe di legittimare il trattamento e il ricovero involontari.
2. La posizione ufficiale di EUFAMI sulla coercizione è diversa da quella abolizionista
La posizione pubblicata da EUFAMI nel 2023 afferma che:
- la pratica coercitiva rappresenta, anche quando è utilizzata come extrema ratio prevista dalla legge, un fallimento dei servizi nel fornire alternative non coercitive;
- occorre ridurre al minimo il ricorso alla coercizione;
- devono essere sviluppate alternative al ricovero involontario;
- tuttavia, la coercizione può essere utilizzata come ultima risorsa, quando nessuna alternativa meno restrittiva sia adeguata a fronteggiare il rischio di danno fisico alla persona o ad altri.
In un precedente documento sulla cura, riabilitazione e trattamento, EUFAMI aveva inoltre affermato che, in determinate circostanze specifiche definite dalla legislazione nazionale, può essere necessario un trattamento senza consenso per la sicurezza della persona o di altri.
3. Il progetto di Protocollo riguarda precisamente questo terreno
Il Consiglio d'Europa descrive il progetto come uno strumento destinato a disciplinare e stabilire garanzie giuridiche per il ricovero involontario e il trattamento involontario nei servizi di salute mentale. Il suo obiettivo dichiarato è sviluppare in uno strumento giuridicamente vincolante le garanzie applicabili a queste eccezionali interferenze con la libertà e l'autonomia personale.
Conclusione
La formulazione che, a mio avviso, è più rigorosa e documentabile è questa:
EUFAMI non risulta aver assunto pubblicamente una posizione esplicita, reperibile nelle fonti consultate, di adesione o opposizione al progetto di Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo. Tuttavia, la sua posizione ufficiale sulla coercizione non coincide con quella delle organizzazioni che chiedono l'abolizione totale del ricovero e trattamento involontari: EUFAMI sostiene una drastica riduzione delle pratiche coercitive e il loro impiego esclusivamente come extrema ratio, ma ammette che possano essere necessarie in circostanze eccezionali definite dalla legge.
Quindi, non sarebbe corretto affermare che EUFAMI abbia aderito alla campagna contro il Protocollo, almeno sulla base delle fonti pubbliche che sono riuscito a verificare. Allo stesso modo, non ho trovato una dichiarazione formale con cui EUFAMI approvi il Protocollo.
La fonte più diretta per la posizione di EUFAMI è il suo Position Paper on Coercive Practice in Mental Health Services.
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