Protocollo di Oviedo: parte II - le critiche e perchè è stato respinto; alcune organizzazioni chiedono il ritiro
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) ha bocciato all'unanimità il 28 gennaio 2026 la bozza di Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo riguardante i trattamenti e i ricoveri coatti in psichiatria.
I Punti Chiave della Bozza e del Dibattito
- Il Contenuto: La bozza di protocollo mirava a regolamentare le procedure per il ricovero e i trattamenti involontari nell'assistenza alla salute mentale.
- Le Critiche: Molte associazioni, tra cui il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) e Mental Health Europe, hanno duramente contestato il testo. Secondo i contestatori, la bozza legittimava la coercizione e i trattamenti forzati, ponendosi in netto contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD).
- La Decisione della PACE: L'Assemblea ha espresso un parere formale e unanime totalmente negativo, chiedendo il ritiro definitivo del protocollo e l'adozione di standard basati unicamente sul consenso e sull'autodeterminazione.
La Situazione Attuale
- Il voto dell'Assemblea rappresenta un forte stop politico e di tutela dei diritti umani.
- La parola finale spetta ora al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, chiamato a decidere se archiviare definitivamente il testo o insistere sul suo avanzamento.
In Italia?
In Italia, le reazioni delle associazioni del terzo settore, delle reti per i diritti umani e del mondo della psichiatria alla bocciatura della bozza di Protocollo da parte dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa sono state di unanime sollievo e forte soddisfazione, seppur accompagnate da un invito alla vigilanza costante.
Scorrendo il precedente post ( vedi link a piè di pagina), gli articoli contrassegnati con il colore rosso sono oggetto di forte critica da parte della associazione italiana Diritti alla Follia, vedi il comunicato stampa del settembre 2026.
Il fronte dell'opposizione italiano, che si era già unito alla campagna internazionale “Withdraw Oviedo” (Ritirare Oviedo) promossa dallo European Disability Forum (EDF), ha accolto il voto del 28 gennaio 2026 come una storica vittoria per i diritti delle persone con disabilità psicosociale.
Le principali reazioni e argomentazioni si dividono in due aree:
Realtà storiche come la Società della Ragione, la rete di Superando.it / FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e vari collettivi per la salute mentale hanno espresso un forte entusiasmo:
- Scongiurato il ritorno al passato: Le associazioni temevano che la bozza introducesse concetti simili all'era manicomiale, rilanciando implicitamente l'idea di una "pericolosità sociale" intrinseca del paziente psichiatrico.
- Vittoria della Convenzione ONU (CRPD): Il voto favorevole allo stop rappresenta la conferma che nessun protocollo europeo può scavalcare i principi di autodeterminazione e consenso previsti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Le reazioni dei professionisti e dei clinici - Anche dal mondo medico e scientifico, i commenti pubblicati su portali specialistici (come ad esempio Doctor33) evidenziano un segnale chiaro circa il superamento della coercizione: la decisione viene interpretata come un indirizzo inequivocabile per i clinici, i quali sono chiamati a ridurre drasticamente le pratiche coercitive anziché istituzionalizzarle o normarle ulteriormente.
La pressione sul governo italiano
In questi mesi del 2026, la rete associativa si sta muovendo per fare pressione sul governo italiano (in particolare sui Ministeri degli Affari Esteri e della Salute). L'obiettivo è spingere i rappresentanti italiani in seno al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa a votare per l'archiviazione definitiva del testo, impedendo qualsiasi tentativo di parziale riscrittura.
Lo stato attuale dell'iter (Settembre 2026)
La bozza di Protocollo aggiuntivo si trova in una fase di sospensione formale e forte stallo politico.
- Il blocco istituzionale: Dopo la bocciatura unanime di gennaio 2026 da parte dell'Assemblea Parlamentare (PACE), l'adozione del testo è stata congelata. Nel corso dei mesi successivi (fino alle ultime dichiarazioni di luglio e agosto 2026), i massimi organi internazionali — inclusa la Rete Europea delle Istituzioni Nazionali per i Diritti Umani (ENNHRI) e il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) — hanno intimato formalmente al Consiglio d'Europa di ritirare definitivamente il testo.
- Chi deve decidere ora: L'iter legislativo è fermo sul tavolo del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. Questo organo ha la facoltà legale di archiviare il testo per sempre (come chiesto a gran voce da tutte le associazioni) oppure di chiedere una riscrittura. Al momento, l'adozione è sospesa ed è stato imposto lo stop all'avanzamento del testo originario.
Trattandosi di un trattato internazionale che non è mai stato firmato né ratificato, la bozza non ha alcun valore legale. Non esiste una versione corretta o emendata in vigore: il documento è rimasto fermo alla sua stesura provvisoria (fortemente criticata), che è proprio l'oggetto del contendere.
Tuttavia, i documenti ufficiali legati a questo iter sono pubblici e consultabili per scopi di studio o verifica
- La Bozza Contestata: Il testo provvisorio originario (intitolato formalmente "Draft Additional Protocol concerning the protection of human rights and dignity of persons with regard to involuntary placement and involuntary treatment within mental healthcare services") è storicamente reperibile sul sito ufficiale del Consiglio d'Europa nella sezione Diritti Umani e Biomedicina.
- Il testo "valido" sui diritti umani: Se stai cercando la norma internazionale considerata oggi l'unico vero standard valido e legittimo dai difensori dei diritti civili, devi fare riferimento alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), in particolare agli articoli riguardanti il pieno consenso informato e l'abolizione delle pratiche coercitive
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