Privacy e salute mentale: se il paziente confessa in terapia che vuole commettere un omicidio ...
Può il professionista violare la privacy qualora il malato esprima la chiara volontà di uccidere una persona? Deve avvisare o no le forze dell'ordine? Lo psichiatra ne è responsabile in caso di omicidio?
Il sistema italiano e quello americano affrontano il dilemma etico e legale del paziente che manifesta l'intenzione di commettere un omicidio partendo da presupposti legislativi profondamente diversi, bilanciando in modo differente il segreto professionale e la tutela della vita umana.
Il sistema italiano e il segreto professionale
In Italia, la reazione legale del terapeuta dipende innanzitutto dalla natura del suo ruolo (pubblico o privato) e dall'applicazione del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
Il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani è stato approvato per la prima volta dal Consiglio Nazionale dell'Ordine (CNOP) il 28 giugno 1997. Il testo specifico del Codice di Deontologia Medica si applica agli psichiatri ed è stato approvato il l 18 maggio 2014. E' attualmente in vigore, che disciplina i doveri del medico e la "giusta causa" all'articolo 10, è stato approvato dal Consiglio Nazionale della FNOMCeO.
I due codici prevedono grossomodo le medesime disposizioni me si rifanno al concetto di giusta causa e valutazione del pericolo
Giusta causa
Il Codice di Deontologia Medica della FNOMCeO prevede la possibilità di derogare al segreto professionale se un paziente psichiatrico manifesta l'intenzione concreta di uccidere qualcuno o compiere un reato grave, il medico (psichiatra) può e deve superare il vincolo della privacy per tutelare la vita altrui.
Obbligo di referto/denuncia per il Pubblico o il privato
La qualifica giuridica dello psichiatra determina le modalità con cui deve agire:
- Psichiatra del Servizio Pubblico (SSN): Riveste la qualifica di Pubblico Ufficiale o Incaricato di Pubblico Servizio. Ha l'obbligo di denuncia immediata all'Autorità Giudiziaria per qualsiasi reato procedibile d'ufficio di cui venga a conoscenza. [1, 2, 3]
- Psichiatra Privato (Libero Professionista): Ha l'obbligo di referto entro 48 ore se il reato presenta i caratteri di un delitto procedibile d'ufficio (come il tentato omicidio), a patto che il referto non esponga il paziente stesso a procedimento penale. Tuttavia, se il pericolo per la vittima è imminente, lo Stato di Necessità (Art. 54 c.p.) prevale sempre, permettendo di allertare le forze dell'ordine per sventare il reato.
Cosa deve fare il professionista in caso di grave pericolo
Il terapeuta che viola il segreto per prevenire un omicidio è protetto dall'Articolo 54 del Codice Penale (Stato di Necessità), non effettua una violazione della privacy poiché agisce per salvare una vita da un pericolo attuale e inevitabile.
Il sistema americano: La dottrina Tarasoff e il dovere di agire
Negli Stati Uniti, la gestione di questa emergenza è pesantemente influenzata dalla giurisprudenza e varia in base alle leggi dei singoli Stati, pur seguendo un principio comune molto più stringente riguardo alla protezione attiva delle terze parti.
- La Regola Tarasoff (Duty to Warn / Duty to Protect): Questo pilastro legale nasce dal celebre caso Tarasoff v. Regents of the University of California (1976). La Corte stabilì che il dovere di proteggere la sicurezza pubblica supera il privilegio medico-paziente.
- Obbligo di avvisare la vittima: A differenza dell'Italia, in molti Stati americani il terapeuta non deve solo allertare la polizia, ma ha il dovere legale di fare un tentativo concreto di avvisare direttamente la potenziale vittima o i suoi familiari se la minaccia è specifica e identificabile.
- Azioni preventive cliniche: Il sistema statunitense incentiva il terapeuta a intraprendere azioni clinico-legali immediate, come richiedere un ricovero psichiatrico involontario d'urgenza (psychiatric hold, noto in California come 5150) per neutralizzare la pericolosità del soggetto prima che lasci la struttura.
- Responsabilità civile: Se negli Stati Uniti un terapeuta non avverte la vittima identificabile e l'omicidio si consuma, i familiari della vittima possono fare causa al professionista per grave negligenza professionale, un rischio di responsabilità civile molto più marcato rispetto al contesto italiano
La Legge Basaglia ha previsto ben altro: non sacrificare il rapporto con il paziente per lo stato di necessità
Ci preme però ricordare le folli interpretazioni alla legge 180 e le drammatiche conseguenze sul piano pratico. Infatti il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani (1999) ha anticipato il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani (2014) che è stato approvato 15 anni dopo.
Cosa è accaduto fino ad inizio secolo?
A partire dall'inizio del nuovo secolo e dopo molti anni di vuoti ed inefficienze legali, la legge Basaglia ha iniziato a “scricchiolare”: le cause sono aumentate, i giudici pur con difficoltà hanno attribuito le responsabilità agli psichiatri fino ad ora impensabili. Dopo il 2000, insediato il Garante della Privacy, sono state emesse nuove disposizioni ed affrontato anche l'argomento oggetto di questo articolo, fino a costringere gli Ordini a inserire precise norme nei propri codici.
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vedi anche: colpa, dolo, legge 180, pericolosità, responsabilità
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