Mirandola: genitori decapitati, solito teatrino in onda, tra qualche giorno tutto sarà dimenticato
Il Sindaco stupito non conosceva il caso, figuriamoci gli assistenti sociali, comunità come al solito sotto shock. Il sofferente non era più seguito dai servizi fin dal 2018, è un classico, e le discussioni in famiglia spesso erano accese. Queste persone pretendono e minacciano per ottener risorse continue dai genitori.
Un quotidiano riporta che c'era un rapporto simbiotico con la madre. Lei, a quel figlio non proprio normale, gli voleva bene, a quello che è in fondo un “bravo ragazzo”.
Errore di sottovalutazione? Noi diciamo di no. Il fatto è che con la legge Basaglia e fino ad oggi ci sono sempre pressioni forti per incolpare la famiglia. Se il malato è tale, se accadono questi fatti in fondo è colpa di una comunicazione sbagliata in famiglia. Ecco, proprio Basaglia ha incolpato senza “se e ma” proprio i famigliari, ricordiamo il film “Family Life” e quanto riportato nel famoso testo Psichiatria e Antipsichiatria, lunga intervista a Basaglia.
“La famiglia è il crogiolo della schizofrenia” Bella scusa per chiudere velocemente il caso e fregarsene di tutto il resto. Colpa dei famigliari, il fatto non ci riguarda nè riguarda la presa in carico preventiva, l'assenza di leggi adeguate. Cosa hanno fatto i servizi? Mancano le risorse? Così chi si innamora di questo concetto, stiamo parlando del famigliare, si dimena invece tra grandi e inesistenti sensi di colpa, tanto la malattia ha si una espressione sociale ma anche una buona matrice biologica.
Sembra invece che i rapporti non fossero rosei ; in prima istanza alcuni giornalisti hanno scritto che “le liti erano per questioni monetarie” e sembra a che il sofferente già da tempo girava in preda a deliri, prova della mancata presa in carico che dovrebbe essere assicurata.
Non è questione che riguarda risorse delle quali il povero malato, vittima della famiglia, non può disporre e che pertanto doveva pretendere, secondo alcuni. La storia è ben diversa.
E proprio questo famigliare (madre, padre o entrambi), preso dai rimorsi di non aver fatto tutto e abbastanza per il proprio congiunto malato, fa di tutto per porre rimedio e accontentarlo. Così alla fine il sofferente, pur viziato e coccolato, aumenta spesso il livello delle richieste.
Sopraggiunge lo psichiatra a chiarire che è la famiglia a dover mettere i famosi “paletti” vedi link a piè pagina, e subirne i ricatti, le umiliazioni, comportamenti aggressivi e altro. E il genitore perdona e perdona quello che “in fin dei conti è un bravo ragazzo”. Alla fine molti famigliari indeboliti che non trovano risposte, cercano di vivere alla meglio, di sopportare e assecondare tutti i bisogni.
Ci scrivere un fratello:
“Per fortuna lui ha potuto usufruire della buona reversibilità della madre, ma, pur tutelato da me, spendeva e faceva debiti in giro. Ho calcolato che tra un affitto (basso) della casa popolare e servizio domiciliar per il pasto, lui spendeva ben 1.400 euro al mese. Ci sono famiglie che con quei soldi vivono…! E lasciava anche debiti in giro…"
Questo per dare l'idea della dimensione del problema, sconosciuto ai più.
E allora, fine del teatrino: chiudiamo il sipario su questo ennesimo e orrendo caso che altrove avrebbe scatenato le ire della opinione pubblica. Fatti della famiglia, morto non parla e nemmeno il figlio interrogato. Società e politici assenti.
Mettiamo nei conti altre due vittime decedute per mano di un famigliare non curato nè seguito per anni, quindi non preso i carico adeguatamente e leggi che permettono l'abbandono. E' tutto normale. Un ennesimo buco nella rete dei servizi di salute mentale, in nome della libertà terapeutica propagandata tutt'oggi dai seguaci di Basaglia.
Tutto va bene, tutto va bèn!
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