C'era una volta l'ARAP che voleva riformare la legge 180
L' ARAP OdV, Associazione per la Riforma dell'Assistenza Psichiatrica, è stata fondata nel 1981 da familiari ed amici di persone con patologia psichiatrica; da allora l'associazione fu presieduta da Maria Luisa Zardini, fino al 2023, data della sua scomparsa.
Ci scrive un ex familiare G.M. :
Per molti anni sono stato attivista e socio dell'ARAP. Purtroppo da qualche anno l'associazione si è ridotta a sole due sole sedi, una di Aprilia e una di Roma. Negli anni '80 si contavano 68 unità, tra sezioni e recapiti (dato da: “La tragedia psichiatrica” di M.L. Zardini)
Devo purtroppo esprimere la mia delusione e disappunto per una paio di importanti motivi: dopo la scomparsa della Presidente Sig.ra Maria Luisa Zardini (2023), che formulava attacchi al vetriolo contro i basagliani, sembra che la nuova dirigenza abbia mantenuto solo il nome della associazione, di fatto riducendo le attività alla sola gestione di un centro d'ascolto e altre strutture senz'altro encomiabili e importanti.
Non è più l'ARAP battagliera di una volta che voleva introdurre non solo semplici ritocchi alla legge 180 bensì avviare una vera e propria riforma della psichiatria.
da quello che abbiamo notato, quanto scritto da G.M. corrisponde a pura verità.
Dobbiamo ricordare che la lotta della sig.ra Maria Luisa Zardini, per certi aspetti piuttosto estremizzata, negli anni 80 aveva una forte ragion d'essere. Riguardava soprattutto le famiglie e pazienti abbandonati a domicilio senza alcuna assistenza psichiatrica, in balìa di persone aggressive dichiarate non più pericolose per legge.
Prosegue G.M.:
Ho appreso che dopo un trentennio di collaborazione la nuova dirigenza ARAP è entrata in dissenso con la FISAM della quale ha fatto parte, presentandosi insieme numerose volte in Parlamento per sostenere le necessarie modifiche alla legge 180. In Youtube ho visto un intervento ARAP nella Conferenza per la Salute Mentale organizzata UNASAM associazione a difesa della legge Basaglia; la cosa mi ha veramente sorpreso perché da sempre le due associazioni hanno sostenuto idee diametralmente opposte.
A quanto pare l'ARAP ha fatto un cambio di rotta radicale, in direzione UNASAM.
La vicenda
L'ARAP partecipò ai lavori UNASAM, che sostiene l'intoccabilità della legge 180. La FISAM in virtù di una audizione Parlamentare presentò un documento sostenuto da una ventina di associazioni, nel quale figurava l'ARAP. L'ARAP accusò la FISAM di aver inserito il nome della associazione, pur essendo stata informata dalla FISAM.
Ma l'ARAP non si è mai ritirata dalla FISAM e pertanto di conseguenza è stata esclusa dai soci in base all'art. 2. (Vedi comunicato tra le fonti a più di pagina).
Conclusioni
Nel corso degli anni riconosciamo che la legge 180 ha apportato dei benefici nel trattare le persone consenzienti.
Ma non ha ancora risolto i casi che affollano la cronaca, che vedono protagonisti dei malati psichiatrici mal curati, socialmente pericolosi e non fermati in tempo. Sarebbero sufficienti nuove norme come la legge Kendra o gli AOT, ACT e altro per impedire questi reati, offrendo nel contempo tutte le garanzie al paziente, bilanciate con la necessità di sicurezza della società.
Quanto accaduto lascia l'amaro in bocca, perché l'intera vicenda insegna che tra le associazioni di familiari, in luogo di minacce di denunce, sarebbe più logico mantenere vivi quei valori di solidarietà e favorire la coesione al fine di apportare quelle modifiche alla legge 180 che a questo punto possiamo affermare difficilmente avranno luogo.
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