IL PROTOCOLLO DI OVIEDO E IL SONNO PROFONDO DEI FAMILIARI
Protocollo di Oviedo, parte I - il testo completo del documento e la raccomandazione sulla salute mentale
Il Protocollo addizionale alla Convenzione di Oviedo, avviato nel 2012, proponeva regole vincolanti sul ricovero e trattamento involontari in psichiatria nel tentativo di uniformare i trattamenti obbligatori in tutta l'Unione Europea.
Protocollo di Oviedo: parte II - le critiche e perchè è stato respinto; alcune organizzazioni chiedono il ritiro
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) ha bocciato all'unanimità il 28 gennaio 2026 la bozza di Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo riguardante i trattamenti e i ricoveri coatti in psichiatria.
Protocollo di Oviedo, parte III: Il diritto di dire no e il diritto di non essere abbandonati. Le famiglie dimenticate, per loro solo doveri
L'Europa avanza verso il superamento dei trattamenti involontari. Ma mentre giustamente rafforza il diritto del paziente a rifiutare le cure, dimentica una domanda decisiva: chi può chiedere aiuto quando una persona sta precipitando e non chiede più aiuto a nessuno?
Protocollo di Oviedo, parte IV: la posizione di EUFAMI
La posizione ufficiale di EUFAMI, la Federazione Europea delle associazioni dei familiari sulla coercizione è diversa da quella abolizionista. Chi vive a contatto diretto con la malattia ha diritto a chiedere interventi per prevenire il peggio.
Protocollo di Oviedo, parte V: il silenzio vergognoso che le associazioni dei familiari non possono più permettersi
Quattordici anni di discussione. Un tema che riguarda direttamente le persone con le malattie mentali più gravi. E il silenzio ingiustificato di gran parte delle associazioni italiane dei familiari, che non si pronunciano su importanti questioni che riguardano loro e il congiunto.
La Raccomandazione CM/Rec(2026)8: l'UE non prevede l'istituzione di un Garante ovvero nessun diritto ai familiari
L'enorme carico emotivo, assistenziale e di sicurezza ricade sulle spalle delle famiglie (caregiver), le quali spesso si sentono lasciate sole dalle istituzioni. La UE non prevede un "garante" specifico a tutela esclusiva della sicurezza o degli interessi dei familiari mentre il sofferente gode di tutti i diritti e tutele.