Alla memoria di «quei farabutti dei familiari che non vogliono tenersi in casa i malati»
Nel periodo successivo alla approvazione della Legge 180, dove i servizi erano perlopiù dei piccoli e inutili ambulatori, le famiglie soffrivano tragedie nell'isolamento e disperazione, ignorate dai medici e dalla stampa. Oggi nessuno si ricorda più di queste vittime ed eroi.
Scriveva nel 1986 Maria Luisa Zardini, allora presidente dell'ARAP:
Per quanto ridotti all'esasperazione e alla disperazione da convivenze impossibili e devastanti, questi familiari dei malati - e soprattutto le madri, cui spesso finisce per essere addossato il peso dell'assistenza - non cessano di provare per il loro congiunto malato e persecutore il più commovente degli affetti né cessano di adoperarsi per salvarlo, anche nelle situazioni più drammatiche, dal manicomio giudiziario.
Questa è la realtà piu diffusa, che le distorsioni paranoicali della cultura antipsichiatrica hanno cercato per anni di diffamare. Ma anche là dove la realtà è diversa, anche là dove
i familiari rifiutano di convivere con il congiunto malato, perché mai questi familiari dovrebbero essere criminalizzati o denunciati alla pubblica esecrazione?
ndr: ricordiamo che a quel tempo come oggi (forse in misura minore) la convivenza con un malato mentale non curato e abbandonato, in virtù dell'accoglimento forzato di persone aggressive o violente, ha provocato un giustificato rifiuto del sofferente, a causa di una convivenza quotidiana fatta di insulti, paura, tensioni, percosse.
Un ignobile pennivendolo d'un giornale del sinistrese li ha definiti «quei farabutti dei familiari che non vogliono tenersi in casa i malati» (tragicomica, questa mistica famiglista riscoperta da chi per anni ha denigrato con disprezzo l'istituto familiare!).
Oggi come ieri, in vista di una recessione e mancate risorse da destinare alla psichiatria si assiste a una involuzione della assistenza, con i famigliari zitti e resilienti, pronti a sopportare tutto: d'essere incolpati (la questione è ancora aperta), criminalizzati, ecc. quando sono loro che tengono in piedi il fragile palco delle cure psichiatriche.
testo tratto dal libro “La tragedia psichatrica” di Maria Luisa Zardini - Premessa di Luigi De Marchi, 1986 - L'opera denuncia circa le sofferenze e odissee alle quali sono stati condannati pazienti e famiglie nei primi anni dopo la promulgazione della legge Basaglia. Si raccontano le vittime ingiustamente dimenticate e negate, in gran parte donne e madri. Proprietà letteraria riservata, in attesa di identificazione degli aventi diritto.
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