La mitizzazione della salute mentale e le reali conseguenze
La mitizzazione delle malattie mentali trasforma patologie cliniche in narrazioni distorte attraverso la romanticizzazione estetica o la stigmatizzazione sociale. Questo fenomeno genera la banalizzazione dei sintomi, incentiva l'autodiagnosi e ostacola il corretto supporto terapeutico e istituzionale.
Mitizzare la malattia mentale significa trasformare i problemi psicologici, il benessere emotivo o i disturbi mentali in miti, stereotipi o narrazioni idealizzate. Vedi ad esempio noto caso del celebre pittore Van Gogh, che fu ricoverato in un ospedale psichiatrico e finì per suicidarsi. Data la notorietà della persona e l'originalità delle sue opere, molti erroneamente idealizzano il malato mentale convinti di aver a che fare con un genio dell'arte o qualcosa di simile.
Questo fenomeno si manifesta principalmente in due direzioni opposte, entrambe problematiche: la romanticizzazione (vedere il disturbo come un segno di genialità o fascino) e la stigmatizzazione (considerarlo una colpa o un tabù).
Ecco come si sviluppa questo fenomeno e l'impatto che ha sulla società.
Le due facce della mitizzazione
La romanticizzazione (Il "genio tormentato"): Spesso i media, la letteratura e i social network dipingono la depressione o l'ansia come tratti distintivi di persone profonde, creative o affascinanti. Questo trasforma la sofferenza reale in un'estetica desiderabile, portando soprattutto i più giovani a identificarsi con il disturbo anziché cercare aiuto.
La demonizzazione (Lo stigma sociale): All'estremo opposto, la salute mentale viene mitizzata in chiave negativa. I disturbi vengono associati alla debolezza di carattere, alla pericolosità o all'instabilità. Questo crea barriere di vergogna che impediscono alle persone di parlarne apertamente.
Le conseguenze reali
Sono piuttosto drammatiche e contribuiscono a non riconoscere l'esatto significato di malattia mentale, con la conseguenza di non spingere una persona a curarsi e rivolgersi ai servizi.
- Svalutazione del dolore: Quando un disturbo viene mitizzato, si perde di vista la reale sofferenza biologica e psicologica della persona.
- Ritardo nelle cure: Se l'ansia o la depressione vengono viste come "fasi artistiche" o, al contrario, come "colpe", le persone evitano di rivolgersi a psicologi e psichiatri.
- Autodiagnosi superficiali: La diffusione di contenuti social che banalizzano o mitizzano i sintomi spinge molti a diagnosticarsi da soli disturbi complessi (come il disturbo bipolare o l'ADHD) basandosi su comportamenti comuni.
Come smitizzare la salute mentale?
Per parlarne in modo sano ed efficace, è fondamentale normalizzarla attraverso tre pilastri:
| Azione | Descrizione |
|---|---|
| Linguaggio scientifico | Trattare la salute mentale come la salute fisica, usando termini medici appropriati senza usarli come insulti o aggettivi (es. "meteo bipolare", “matto”, “folle”). |
| Ascolto senza giudizio | Accogliere le difficoltà altrui senza idealizzarle come espressione di superiorità morale o intellettuale. |
| Accesso ai professionisti | Promuovere l'idea che andare in terapia sia un atto di cura ordinario, non un evento straordinario o una scelta di cui vergognarsi. |
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