Chiamiamola malattia mentale; finalmente un articolo degno di questo nome
Siamo grati a IL CORRIERE DELLA SERA per un articolo scritto con competenza e precisione, scevro da pure ideologie santificanti la figura di Basaglia.
Finalmente un giornalista si è ricordato che la malattia mentale esiste, in una certa percentuale è connotata da gravi disturbi non curabili nemmeno con gli psicofarmaci.
L'articolo denuncia con forza la mancanza cronica di finanziamenti, indicando i dati OMS.
Conclude con “… sarà anche antipatico, sarà poco politically correct, ma definire disagio ciò che invece è vera, e grave, malattia, fa torto al malato e a chi gli sta vicino. E forse, inconsciamente, contribuisce ad aumentare la probabilità che venga trascurato invece che curato.”
Finalmente una voce fuori dal coro e un plauso al giornalista.
Commento
Ai giorni nostri persiste una inaccettabile disinformazione nel campo della salute mentale si cerca di sostituire il termine malattia mentale con termini di minore portata come: disturbo psichiatrico, disturbo grave o malattia mentale, nel vano compito di disconoscere l'esistenza delle patologie. Con l'intento di combattere lo stigma minimizzando e sdrammatizzando persino le situazioni di maggiore gravità.
Franco Basaglia, considerato l'eroe rivoluzionario che ha chiuso i manicomi, lotta necessaria e sacrosanta formulò la deleteria teoria antipsichiatrica del paziente designato e della famiglia schizofrenogenica.
Ai giorni nostri psichiatri, operatori, cittadini indottrinati sostengono che Basaglia non avrebbe mai disconosciuto l'esistenza della malattia mentale nè incolpato i famigliari, nulla di quanto mai falso; Basaglia rifiutò l'esistenza della malattia mentale (sconosciuta) sostenendo che è deriva esclusivamente da cause sociali e incomunicabilità.
Approfondisci: paziente designato, Basaglia, antipsichiatria, schizofrenia, famiglia schizofrenogenica
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