Fakir e il TSO mortale: ennesima persona in stato di disagio psichiatrico sfuggita ai servizi, un mese prima cercò uno psichiatra
L'uomo morto mentre due poliziotti lo immobilizzavano aveva debiti, temeva di essere rimpatriato in Marocco e aveva chiesto di parlare con uno psichiatra. Ennesimi ritardi nella accettazione delle persone in stato di disagio e conclusione tragica.
C’è un verbale del pronto soccorso che suggerisce che Fakir soffrisse di disagio psichico (ndr. o meglio psichiatrico): il 20 giugno si era fatto un taglio in un polso ed era andato in ospedale a chiedere di parlare con uno psichiatra.
La segnalazione è del giornale online ilpost.it.
Il fatto più o meno lo conoscono tutti: evidentemente nell'ultimo mese soffriva a causa di seri problemi - non sappiamo di preciso se sia stato preso in carico o meno e se, dopo la richiesta confermata da un verbale del pronto soccorso, qualcuno si sia occupato di lui.
Il pronto soccorso al quale si era rivolto ha verbalizzato che aveva di segni sui polsi, segno di un possibile tentativo di suicidio. Ma la macchina della Salute Mentale si è inceppata per un mese, fino al tragico evento del TSO. Tutto questo probabilmente si poteva evitare prendendo in carico il sofferente.
Ci sembra di poter dire che è un ennesimo sofferente sfuggito alle larghe maglie dei servizi di salute mentale.
C'è poi da contestare la modalità di esecuzione del TSO, che dopo molti anni dai sanitari viene delegato alle forze dell'ordine e quest'ultime rimandano ai sanitari. Mancano precise disposizioni e regolamenti per migliorare questi interventi che possono concludersi tragicamente e, come accaduto in alcuni casi, prima di procedere ad un arresto violento sarebbe necessario obbligare la presenza della figura di un negoziatore insieme a quella dello psichiatra.
Pochi lo sanno ma il medico psichiatra ha diritto a partecipare o meno ad un TSO.
Nè si comprende come mai tra gli intervenuti fosse assente un medico psichiatra.
La legge 180 sancisce che il medico non ha alcun obbligo d'essere presente al TSO. Nè prevede che, per non inficiare il rapporto terapeutico, sia presente un suo collega o una figura di mediatore.
E doveroso, al contrario, sottolineare, per quanto detto sopra a proposito della peculiarità del rapporto con il paziente, l'inopportunità della partecipazione diretta dello psichiatra a tali operazioni. L'efficacia di qualsiasi intervento psicoterapeutico e, com'e noto, strettamente dipendente dalla qualità del rapporto che si realizza tra paziente e psichiatra, rapporto che deve essere fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Mescolare dunque le due figure (quella del medico e quella del poliziotto) significa offrire al paziente una immagine distorta del ruolo e della finalità dell'intervento psichiatrico, minare all'origine le possibilità di instaurare un proficuo rapporto, compromettendo quella necessaria relazione fiduciaria che rappresenta la condizione indispensabile per un positivo riscontro terapeutico.
da: La Responsabilità professionale dello psichiatra, Greco-Catanesi, ed. Piccin Padova, 1990 - Trattamenti Sanitari Obbligatori, pag. 67
In definitiva, quale epilogo può esserci nel caso l'arresto termini tragicamente? C'è da stupirsi? I sanitari dovrebbero essere obbligati a parteciparvi proprio per evitare il peggio ed infine si nota anche stavolta il mancato intervento dei servizi psichiatrici.
Alcuni testi sono stati generati con l'aiuto della IA; potrebbero contenere inesattezze. Le informazioni contenute in questo sito hanno scopo informativo e non sostituiscono il consiglio, la diagnosi o la terapia di un medico qualificato. Il visitatore assume la piena responsabilità per qualsiasi azione intrapresa sulla base di tali contenuti, sollevando il titolare del sito da ogni responsabilità. Consulta anche le condizioni d'uso.