Bologna, caso Fakir - ecco il video del "pericoloso delirante" che doveva essere arrestato brutalmente
Non si placano le polemiche; il caso è stato politicizzato da entrambe le parti in modo vergognoso, spostando l'attenzione come al solito dal sofferente mentale alla nazionalità, difesa o colpevolizzazione dell'operato degli agenti
Le reazioni nei social sono disumanizzanti, prive di empatia e colme di odio: “…buon concime per i campi …”, “doveva ritornare in Marocco”, colpevolizzazione dei parenti con “Ma la sorella dov'era?? Era già in giro a cercare vendetta?” e così via. Commenti che denotano la colpevolizzazione della famiglia, come sei i familiari potessero arrestare da sè una persona che ha perso la ragione, potenzialmente aggressiva e pericolosa.
Frasi inaccettabili che evidenziano l'esistenza di una società cattiva, ignorante, razzista e insensibile a gravi problemi come quelli della salute mentale di persone realmente sofferenti.
Siamo caduti proprio in basso! Scrive un familiare, vorrei che tutto questo capitasse a chi fa questi sciagurati commenti.
Guardate e giudicate voi in questo video di YouTube se Fakir era così pericoloso da essere sottoposto a un arresto così brutale. Gli agenti invitano alla calma e secondo alcune testate l'arresto così violento è avvenuto dopo una quarantina di minuti in assenza di operatori della psichiatria e con la presenza di due soli volontari della Croce Rossa
Fakir aveva già chiesto aiuto un mese prima pronto soccorso per una visita psichiatrica. Siamo alle solite.
Il punto centrale del caso Fakir di Bologna è il fallimento del Servizio Sanitario Nazionale che non riesce ad occuparsi dei più deboli e dei malati mentali; fallimentare per quelli italiani, figuriamoci per gli immigrati.
Appello alle associazioni di familiari: tacete, non dite nulla, va bene così.
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