Fakir poteva salvarsi - un'altra falla della legge 180, nessun obbligo di mediazione o presenza dello psichiatra
Fakir ha subito un arresto o tso? Nei suoi confronti è stato applicato un fermo di polizia per identificazione e contenimento. Si poteva evitare la morte? Al di là delle responsabilità è evidente la mancanza di norme per tutelare il sofferente mentale.
Fakir non era un cittadino sottoposto a un TSO o a un arresto,, bensì un sofferente mentale in stato di forte agitazione è stato “bloccato” dalle forze dell'ordine, pare dopo una buona mezzoretta di trattative che non hanno visto sul campo la figura di un medico psichiatra nè dei un mediatore.
Tutto è accaduto pur essendo conosciuto alla ASL per aver tentato un suicidio un mese prima ed essere stato preso il carico dai locali servizi di salute mentale, per giunta con la prescrizione di farmaci.
Il nostro ragionamento tocca il punto più doloroso e controverso di questa vicenda: l'evidente cortocircuito tra la gestione puramente incentrata sull'ordine pubblico e quella che avrebbe dovuto essere un'assistenza medico-psichiatrica.
A livello teorico e di logica assistenziale, il tuo discorso sulla mediazione è ineccepibile. Nella pratica legale e operativa italiana, tuttavia, il meccanismo del TSO urgente e il ruolo dello psichiatra funzionano in modo diverso da come si potrebbe immaginare, ed è proprio questo divario che ha portato alla tragedia.
A livello invece pratico è poco noto ma dovrebbe esserlo, che gli psichiatri possono assentarsi a piacimento persino nella esecuzione dei TSO, questo per non inficiare il rapporto terapeutico.
La politica si è concentrata come al solito sulle responsabilità degli esecutori, a sinistra che a destra, ma nessuno ha parlato del disagio e della sofferenza, nè paventato possibili soluzioni per il futuro. Non è un problema da poco che riguarda un cittadino immigrato e integrato; domani mattina può toccare a qualsiasi persona italiana in stato confusionale.
Il TSO "urgente" non prevede lo psichiatra in strada e questo per noi è assurdo
Anche nei TSO non programmati e d'urgenza, la legge italiana (Legge 180/78) prevede che l'attivazione avvenga tramite una proposta medica (redatta da un medico qualsiasi, spesso il medico di continuità assistenziale o del 118) e una convalida da parte di un medico della ASL (solitamente uno psichiatra). Ovviamente la legge 189 detta anche legge Basaglia, presenta una falla non da poco.
Infatti prevede:
La firma del Sindaco: Il Sindaco firma l'ordinanza basandosi esclusivamente su questi due certificati medici. Non agisce mai di sua iniziativa senza il supporto del personale sanitario.
Il ruolo in strada: Gli psichiatri dei servizi territoriali (CSM) non fanno interventi di emergenza "sul marciapiede" per bloccare fisicamente una persona in crisi violenta. Non hanno le tutele, la formazione, né i dispositivi per farlo. Il protocollo prevede che la persona venga prima contenuta in sicurezza dalle forze dell'ordine o dal 118 e poi portata in ospedale (nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura - SPDC), dove lo psichiatra la prende in carico ed esegue la visita per il TSO.
Il nodo della "mediazione" e della formazione
La critica principale mossa in questi giorni dalle associazioni per i diritti dei malati mentali e dai legali della famiglia Fakir riguarda proprio l'assenza di de-escalation:
L'uso della forza come prima opzione: Gli agenti intervenuti si sono trovati a gestire una persona di corporatura robusta in preda a un delirio paranoide o a una forte agitazione. Invece di tentare una mediazione a distanza o attendere l'équipe medica per una sedazione chimica (che solo un medico può fare), si è proceduto all'immobilizzazione fisica a terra con la tecnica del contenimento prono (a pancia in giù), rivelatasi fatale.
Mancanza di squadre speciali: In Italia non esistono unità mobili miste composte da poliziotti e mediatori della salute mentale per le emergenze psichiatriche in strada, una carenza strutturale che viene denunciata da anni dagli esperti del settore.
Ma siccome la legge Basaglia è perfetta da quasi 50 anni, non c'è quasi da stupirsi di questi e altri eventi della cronaca., dovuti al fatto che dopo molti anni non si è ancora chiarito il modello da seguire né il ruolo dello psichiatra, certamente non partecipe della cattura, ma almeno per garantire la sua presenza per aprire quelle trattative volte a convincere “con le buone” a sottoporsi a un TSO e/o procedere a una veloce sedazione.
Cosa dice l'inchiesta su questo punto
La Procura di Bologna sta indagando i soccorritori del 118 e i poliziotti proprio per questo: si vuole stabilire se la catena di comando abbia sottovalutato la natura psichiatrica dell'evento, trattando Abderrahim Fakir come un semplice soggetto violento da arrestare/contenere, anziché come un paziente critico da proteggere e sedare dal punto di vista medico nel minor tempo possibile.
In sintesi, l'intervento di uno psichiatra o di un mediatore avrebbe potuto salvare Fakir, ma l'attuale sistema di soccorso italiano affida la gestione della prima fase di un'agitazione violenta in strada esclusivamente alle forze dell'ordine e alla medicina d'urgenza (118), un modello che in questo caso ha mostrato un fallimento drammatico.
E' evidente a questo punto, anzi diremo “vergognoso” che dopo quasi 50 anni dalla approvazione della Legge Basaglia nessun politico si prenda la briga e l'impegno di proporre nuove norme per l'esecuzione di simili trattamenti; non è il primo caso.
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