Basta resilienza passiva: le famiglie non sono reparti psichiatrici
L’ultimo report della Fondazione Don Luigi Di Liegro sul quadruplicarsi delle richieste di aiuto da parte dei caregiver fotografa una realtà drammatica, ma la affronta con la solita, rassegnata retorica del "carico emotivo" e della "resilienza".
L’ultimo report della Fondazione Don Luigi Di Liegro sul quadruplicarsi delle richieste di aiuto da parte dei caregiver fotografa una realtà drammatica, ma la affronta con la solita, rassegnata retorica del "carico emotivo" e della "resilienza". È ora che le famiglie si sveglino e smettano di subire in silenzio. Fare il caregiver non può e non deve significare improvvisarsi psichiatri, infermieri o operatori sanitari h24 all'interno delle proprie mura domestiche.
Continuare ad accettare questo ruolo surrogato, spesso in nome di un senso di colpa distorto o di una malintesa abnegazione familiare, non fa altro che coprire le gravissime inadempienze di uno Stato e di servizi territoriali totalmente assenti.
La verità che nessuno ha il coraggio di dire chiaramente è che molte di queste situazioni sono semplicemente insopportabili. Gestire un familiare con un grave disagio psichico non è una "sfida sociale ed economica" da salotto; è un calvario quotidiano che troppo spesso si consuma tra le mura di casa in totale solitudine, dove l'assenza di strutture costringe i parenti a fare da scudo a crisi e, non di rado, ad esplosioni di aggressività incontrollabile.
Chiedere "ascolto" o "orientamento" al telefono è un palliativo che non basta più. Le famiglie devono smettere di fare da ammortizzatore sociale e iniziare a pretendere i propri diritti. Curare non è un compito che spetta ai genitori o ai partner con i laboratori di arteterapia, ma a personale medico qualificato in strutture idonee.
Finché le famiglie continueranno a farsi carico dell'impossibile pur di "andare avanti", le istituzioni avranno l'alibi perfetto per non investire un solo euro nei servizi territoriali di salute mentale. È tempo di dire basta e di restituire la responsabilità della cura a chi di dovere.
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