"Mai più soli" - cura e futuro della Salute Mentale chiede il codice rosso per la salute mentale
Nella settimana per la salute mentale, tra iniziative di prevenzione, dell'antistigma, centri aperti per consultazioni e pareri, l'unica associazione che urla il dolore dei familiari è “Mai più soli” che chiede di attivare un codice rosso per garantire interventi e presa in carico immediati. Evitando il peggio e ulteriori stragi.
Non basta…
… non basta forse l'orrendo omicidio Isceri: gettata viva dal cavalcavia, a Bologna: il brutale e fatale fermo di Fakir, la strage di Modena, l'omicidio del Pizzaiolo di Reggio Emilia e tanti altri fatti di cronaca nera che non balzano alla attenzione dei mass-media nazionali, relegati a qualche articolo di fondo della cronaca locale o regionale. Non bastano tutte le aggressioni agli operatori (oltre 20.000 l'anno), le violenze e aggressività spesso non denunciate a carico dei familiari (non esistono statistiche ma di gran lunga superiori a quelle degli operatori).
Non basta tutto questo.
Allora serve un atto di ribellione, che veda alzare la voce finalmente di alcuni familiari coraggiosi, che va applaudito e sostenuto: la proposta di Francesca Rizzello di Modena, Presidente della associazione “Mai più soli” - Cura e futuro della salute mentale. Lei ci ha messo la faccia, dopo essere stata accoltellata per ben 19 volte dal suo congiunto malato mentale. In fin di vita e salva per miracolo.
L'Associazione nella pagina di Facebook alla data attuale(11 ottobre 2026) conta 5.600 follower, raccolti in pochi mesi dalla sua pubblicazione, a testimonianza di quanto il problema sia sentito dai cittadini e dalle famiglie.
Chiediamo la presa in carico e intervento immediato!
Nel video di oggi parlo di una necessità urgente e non più rinviabile: l'introduzione di un "Codice Rosso" per la Salute Mentale.
Quando una famiglia, un cittadino o un vicino di casa segnala che una persona è in preda a un delirio o in una situazione di evidente pericolo, il sistema deve scattare SUBITO. Non si può più aspettare, non si può fare burocrazia mentre una famiglia (ndr: aggiungiamo noi, anche i cittadini!) vive nell'incubo.
La prevenzione reale significa questo: una volta accertata la patologia e validato il rischio, la presa in carico da parte dei servizi sanitari deve essere IMMEDIATA, TEMPESTIVA E D'UFFICIO.
Oggi troppe famiglie vivono abbandonate, paralizzate dalla paura di ritorsioni o schiacciate dal silenzio, mentre si aspetta che la tragedia avvenga. Non possiamo più permettere che l'inerzia lasci le persone da sole a pagare il prezzo di una tragedia annunciata!
Cosa chiediamo concretamente
- Intervento immediato e d'ufficio: Una volta che la criticità è stata accertata e validata clinicamente, le strutture e i Centri di Salute Mentale devono intervenire senza ritardi e prendere in carico il paziente.
- Un Registro Unico e Interconnesso delle Segnalazioni: Per raccogliere indicatori di pericolo da familiari, vicini o datori di lavoro, in modo protetto e interconnesso con le Forze dell’Ordine e i medici.
- Protocollo di verifica automatico: Raggiunta una soglia di segnalazioni (es. 5 segnalazioni concordanti), deve scattare in automatico la verifica d'urgenza. Basta scaricare la responsabilità sul singolo medico di turno: è il sistema che deve imporre l'intervento.
- Responsabilità oggettiva e tutele chiare: Lo Stato deve dare ai medici strumenti operativi certi per lavorare senza l'ansia dell'interpretazione, ma laddove vi sia un'omissione di soccorso o un mancato intervento di fronte a un pericolo accertato, la responsabilità civile e penale deve essere chiara.
- La prevenzione salva le vite solo se a una chiamata d'aiuto o a un delirio segnalato segue un'azione immediata delle istituzioni. Non aspettiamo l'irreparabile!
Nel video di oggi parlo di una necessità urgente e non più rinviabile: l'introduzione di un "Codice Rosso" per la Salute Mentale.
Commento
Di questo ne dovrebbero tener conto le altre associazioni di familiari e i familiari di persone anche non pericolose; infatti la proposta non li riguarda ma dovrebbero essere solidali e non girarsi dall'altra parte o ignorare il problema in nome di un dubbioso stigma. Qui non si tratta di garantire il malato mentale che è già ampiamente tutelato contro i trattamenti involontari, bensì di garantire la sicurezza dei familiari e cittadini, ovvero delle nostre comunità.