Salute mentale, l’associazione: "Alice accoltellata come Francesca. Lo Stato deve tutelare le famiglie"
Rizzello è sopravvissuta, Scagni invece non ce l’ha fatta. La madre sostiene ’Mai più soli’ "Ho perso tutto. Serve una legge che si occupi davvero delle persone con disagio psichico" - IL RESTO DEL CARLINO - MODENA
da IL RESTO DEL CARLINO - Modena
C’era anche Antonella Zarri, giovedì scorso a Roma, accanto a Francesca Rizzello, in occasione della presentazione dell’associazione ‘Mai più soli’, nata dopo l’attentato in centro del 16 maggio per accendere un faro sulla salute mentale. La fondatrice, Francesca, è viva per miracolo dopo che nell’aprile del 2019 il fratello tentò di ucciderla accoltellandola ben 19 volte. Anche Alice Scagni, figlia di Antonella Zarri, fu accoltellata con 19 coltellate dal fratello quel terribile primo maggio 2022 a Genova Quinto ma purtroppo lei, giovane mamma, non si salvò.
Antonella e la stessa Alice, così come Francesca avevano chiesto aiuto alle istituzioni: anche Alberto Scagni, come Cosimo Rizzello aveva problemi psichiatrici ma nessuno le ascoltò.
Commento
non sono le uniche vittime e di fatti come questi ne abbiamo segnalati nel nostro sito salutementale.org. La legge Basaglia fa acqua da tutti i pori, come si è visto di recente; TSO inadeguati, nessuna responsabilità degli operatori, interventi mancati, consenso che permette ai disturbati più gravi di agire indisturbati fino alle aggressioni o crimini, REMS insufficienti, giudici che lasciano sul territorio pazienti non curati, già autori di crimini, che pertanto ripetono.
Un quadro drammatico, catastrofico e vergognoso che richiede una presa di coscienza dei cittadini in nome della sicurezza pubblica, che è un diritto di tutti.
Chi è interessato può rivolgersi all'associazione Mai più soli - Cura e futuro - Salute Mentale
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