Pesaro: aggressione alla stazione, si apre il dibattito con appello alla Regione
La domanda di Liste Civiche di Maggioranza:
"Il caso sollevato pone una domanda semplice e legittima, che condividiamo: come è possibile che un giovane di 24 anni, con una grave patologia psichiatrica conclamata e una pericolosità sociale evidente, sia ancora libero di circolare senza alcuna presa in carico strutturata? Se non può stare in carcere perché malato — e la legge lo prevede giustamente — perché non si trova in una struttura dedicata, con un percorso terapeutico adeguato?"
La risposta è semplice: sta nel fantapsichiatrico e utopistico concetto di "libertà terapeutica" di Basaglia, non vale per una minoranza di pazienti che rifiutano le cure, secondo il quale il sofferente può essere sottoposto a un TSO solo in casi eccezionali e non per questioni di sicurezza o pericolosità.
Dal 1978 l'infame legge Basaglia ha cancellato il concetto di pericolosità sociale e l'obbligo di curarsi. Non fa distinzione tra un malato lieve e uno grave e già noto che commette reati o evidenzia comportamenti anomali. Quest'ultimo andrebbe fermato in tempo.
Di conseguenza i medici attendono fiduciosi e sorridenti che il paziente si rechi da solo al centro e accetti le cure, fatto che in molti casi non avviene. Disertando la struttura il sofferente peggiora fino a commettere qualche atto che viola le norme. Solo in quel momento scatta tutta la macchina per far qualcosa, ovvero: magistratura, medici,ecc. ma spesso se si tratta di delitti è fin troppo tardi.
In parte le mancate cure dipendono anche dalla mancanza di risorse, ma una percentuale di persone che non rispondono a farmaci o psicoterapie ci sono, indipendentemente da questa considerazione.
Un buon sistema per impedire il ripetersi di queste vergognose situazioni è di adottare cure obbligatorie a livello extra-ospedaliero, oggi inesistenti nella normativa italiana e che la sinistra italiana continua a negare, difendendo la “figura eroica” di Basaglia, molto controversa sul piano pratico e per l'eredità che ha lasciato.
Alcuni testi sono stati generati con l'aiuto della IA; potrebbero contenere inesattezze. Le informazioni contenute in questo sito hanno scopo informativo e non sostituiscono il consiglio, la diagnosi o la terapia di un medico qualificato. L'utente si assume la piena responsabilità per qualsiasi azione intrapresa sulla base di tali contenuti, sollevando il titolare del sito da ogni responsabilità. Consulta anche le condizioni d'uso.