Una mamma disperata racconta la storia del figlio, affetto da gravi disturbi psichiatrici, mentre la burocrazia alza le mani dicendo “è maggiorenne, non possiamo obbligarlo a curarsi”, e la famiglia lasciata totalmente sola. Maledetta legge 180!
Il figlio della sig.ra Zardini e Luigi de Marchi, noti autori del testo "La tragedia psichiatrica", che si sono battuti per una intera vita contro la legge Basaglia, scrive all'Arap che ha tradito la politica e i valori condivisi tutt'oggi da una parte dei familiari.
Interventi domiciliari mancati, ricoveri non effettuati con pazienti aggressivi allo sbando, famiglie lasciate a sé che non sanno che fare, servizi che negano le visite o ricoveri. La proposta: un Garante super partes al quale rivolgersi per ottenere i propri diritti e, in alcuni casi, evitare aggressioni, reati e omicidi.
Il femminicidio di Colleferro è l’ennesima conferma di un sistema al contrario. Nonostante i campanelli d'allarme, le denunce e i divieti, le donne continuano a morire. E i cittadini assistono alla terribile realtà di istituzioni più attente ai diritti di chi uccide che alla vita di chi chiede aiuto.
Vivere quotidianamente accanto a un familiare con una grave malattia mentale è un'esperienza profondamente impattante. Questo ruolo, spesso definito di caregiver informale, comporta un forte stress e carico emotivo, ignorato dai mass media.
C’è un argomento che viene spesso utilizzato nel dibattito sulla salute mentale: se gli operatori fossero chiamati a rispondere penalmente ogni volta che una persona con disturbo psichico compie un gesto grave, allora sarebbero costretti ad applicare TSO indiscriminatamente, trasformando la psichiatria in un sistema difensivo fondato sulla paura.
Sembra assurdo ma tra le accreditate interpretazioni della legge 180, c'è quella che riguarda il consenso che deve essere "spontaneo" e non "spintaneo". Guai pertanto insistere affinché il congiunto segua le cure.
Parte I della Prefazione (Luigi De Marchi) - Dalla contraccezione alla contestata antipsichiattria. Prefazione al libro "La tragedia psichiatrica", ancora di attualità; storie di pazienti nel periodo 1978-1986.
Si lamentano con la stampa, disperano, dicono di aver subito sofferenze indicibili, alcuni sottoposti a TSO, altri in stato di depressione, ansia, panico, molti ne sono usciti. Sanno cosa è il disturbo mentale (foto generata AI).
Una persona può rivolgersi alla struttura sanitaria perché sta vivendo una grave sofferenza mentale e, proprio durante quella crisi, assumere comportamenti agitati o aggressivi che portano all'intervento delle forze dell'ordine e a una denuncia.
Mentre i difensiori ad oltranza ripetono all'infinito che la Schizofrenia, tacciata come "colpa delle famiglie" non è una malattia ma solo una sorta di disagio o disturbo sociale, ecco le nuove scoperte che rivoluzionano le conoscenze.
Non è possibile negare che negli ultimi venti anni - soprattutto grazie ai nuovi farmaci - la malattia mentale è suscettibile di migliori cure e trattamenti. I sofferenti che non rispondono alle cure necessitano di protezione?