cap. V - Il ritorno in famiglia
1984 - Z. un pomeriggio tornò in famiglia “congedato” dal servizio militare.
Immediatamente capimmo che c’era qualcosa che non andava; Z. nei giorni seguenti ridacchiava tra sé ripetendo frasi che riguardavano il servizio svolto, come se la sua testa fosse … indietro nel tempo, altrove, lì con i suoi superiori.
Non realizzavamo cosa stesse accadendo anche se un sospetto c’era; io pensavo già ad una forma di pazzia, ma quale era il nome di tutto questo?!? E anche: c'era un nome?
Z. dunque continuava con questi comportamenti: si metteva sull’attenti davanti a un grande specchio che avevamo in casa, faceva il saluto militare, proferiva varie frasi più o meno incomprensibili e poi si chiudeva nella sua stanza da letto.
Ne usciva solo per mangiare e nel letto iniziò a dondolarsi come un infante, scuotendo il corspo da sinistra a destra.
Chi non ha mai visto una persona affetta da disturbo così grave probabilmente comprenderà poco di ciò che sto descrivendo, pensando che queste azioni avvengano magari una volta sola nella giornata e che assecondando la persona sia piuttosto facile sopportare l’intera situazione.