Ricoveri involontari in psichiatria: perché la Spagna teme restrizioni eccessive
La presa di posizione delle società scientifiche di psichiatria spagnole evidenzia una differenza culturale e normativa rispetto all’Italia che merita di essere sottolineata. In Spagna, la preoccupazione espressa dagli psichiatri è che una limitazione troppo rigida dei ricoveri involontari possa impedire di intervenire anche nei casi di grave malattia mentale, lasciando persone che necessitano di cure senza un’assistenza adeguata. In Italia, invece, il trattamento sanitario obbligatorio è già concepito come una misura eccezionale, regolata dalla legge e subordinata a precisi presupposti.
È proprio questo il punto: mentre nel dibattito spagnolo si teme che l’introduzione di ulteriori limiti possa restringere eccessivamente la possibilità di curare chi non è in grado di riconoscere la propria condizione, l’esperienza italiana mostra come sia possibile riconoscere il carattere eccezionale del trattamento obbligatorio senza trasformare il rifiuto delle cure in un principio assoluto, valido anche nelle situazioni cliniche più gravi.
Il rischio, in entrambi i contesti, è che una norma concepita per proteggere la libertà individuale finisca per produrre l’effetto opposto: lasciare la persona gravemente malata in balia della propria patologia, con conseguenze devastanti per lei e per i familiari.
La libertà, infatti, non può essere invocata astrattamente, ignorando che un disturbo psichico grave può compromettere profondamente la capacità di giudizio e la possibilità stessa di chiedere aiuto.
L’esperienza italiana, segnata dalla riforma di Franco Basaglia, ha contribuito in modo decisivo al superamento dell’istituzione manicomiale e alla diffusione in Europa di una maggiore attenzione ai diritti delle persone con disturbi mentali. Ma la lezione di Basaglia non dovrebbe essere confusa con interpretazioni estreme che, nel nome della libertà, rischiano di tradursi in una rinuncia alla cura.
Il superamento del manicomio non può significare il superamento della responsabilità terapeutica.
La differenza da rimarcare è dunque questa: in Italia l’eccezionalità del trattamento obbligatorio costituisce già un principio consolidato; in Spagna, il timore espresso dalle società psichiatriche è che ulteriori restrizioni possano rendere impossibile intervenire proprio nei casi in cui la gravità della malattia rende la cura più urgente.
Non si tratta di scegliere tra libertà e coercizione, ma di impedire che la necessaria tutela dei diritti diventi un alibi per l’abbandono delle persone più fragili.
Una psichiatria davvero rispettosa della dignità umana deve saper garantire entrambe le cose: la massima libertà possibile e la possibilità concreta di ricevere cure adeguate quando la malattia impedisce alla persona di riconoscere il proprio bisogno di aiuto.
La critica delle società di psichiatria
Condividiamo l'obiettivo di ridurre la coercizione e proteggere i diritti delle persone con malattia mentale. Ma proteggere chi, in piena crisi, non può proteggersi significa anche rispettare i suoi diritti. Senza criteri chiari e senza risorse alternative, questa legge lascerà soli molti pazienti e le loro famiglie", segnala la SEPSM, così come le Società Autonome e le Società Monografiche di Psichiatria.
Le famiglie dovranno convivere con un familiare che non riconosce la propria malattia, a volte con rischio per lui o per loro, e aspettare che la situazione metta in pericolo una vita per ricevere aiuto".
E da noi?
Quanto sostenuto dalle società spagnole sembra descrivere ciò che da noi, in Italia, è una forma consolidata di abbandono. Se saranno approvate ulteriori disposizioni che non tengono conto della gravità della patologia, la Spagna andrà verso la triste direzione italiana, che vede ogni giorno soffrire le famiglie e sostituirsi al sistema.
Elenco delle società firmatarie
Tra le entità che sottoscrivono il posizionamento figurano la Società Spagnola di Psichiatria e Salute Mentale, l'Associazione Spagnola di Psichiatria del Bambino e dell'Adolescente (AEPNYA), l'Associazione Castigliana e Leonese di Psichiatria, l'Associazione degli Psichiatri di Estremadura, l'Associazione Spagnola di Psichiatria Privata e l'Associazione Spagnola per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare.
Si aderiscono anche l'Associazione Galiziana di Psichiatria, la Società Andaluza di Psichiatria, la Società Aragonese e Riojana di Psichiatria, la Società Asturiana di Psichiatria e la Società Catalana di Psichiatria e Salute Mentale, che raggruppano diversi ambiti territoriali della specialità.
A esse si aggiungono la Società di Psicogeriatria, la Società di Psichiatria Clinica, la Società di Psichiatria della Comunità Valenciana, la Società di Psichiatria di Madrid e la Società di Psichiatria di Emergenze Psichiatriche, focalizzate su diversi campi della pratica e dell'assistenza psichiatrica.
Chiudono la relazione la Società Spagnola di Medicina Psicosomatica, la Società Spagnola di Patologia Duale, la Società Spagnola di Psichiatria Legale, la Società Spagnola per lo Studio dei Disturbi della Personalità e la Società Vasco Navarra di Psichiatria.
Alcuni testi sono stati generati con l'aiuto della IA; potrebbero contenere inesattezze. Le informazioni contenute in questo sito hanno scopo informativo e non sostituiscono il consiglio, la diagnosi o la terapia di un medico qualificato. Il visitatore assume la piena responsabilità per qualsiasi azione intrapresa sulla base di tali contenuti, sollevando il titolare del sito da ogni responsabilità. Consulta anche le condizioni d'uso.