Il paradosso della responsabilità: per evitare gli abusi non si può arrivare all’abbandono
C’è un argomento che viene spesso utilizzato nel dibattito sulla salute mentale: se gli operatori fossero chiamati a rispondere penalmente ogni volta che una persona con disturbo psichico compie un gesto grave, allora sarebbero costretti ad applicare TSO indiscriminatamente, trasformando la psichiatria in un sistema difensivo fondato sulla paura.
Ma questa argomentazione rischia di nascondere un falso dilemma.
La scelta non dovrebbe essere tra due estremi: da una parte il TSO usato come strumento di protezione degli operatori, dall’altra il mancato intervento per evitare responsabilità. Esiste una terza strada: una valutazione seria, documentata e tempestiva, accompagnata da una reale presa in carico della persona e della famiglia.
Se è vero che la grande maggioranza delle persone con disturbo mentale non è pericolosa, è altrettanto vero che una parte dei pazienti può attraversare fasi di grave compromissione, perdita di consapevolezza della malattia e rifiuto delle cure. In questi casi la responsabilità degli operatori non dovrebbe essere eliminata, ma esercitata attraverso strumenti adeguati: monitoraggio, interventi domiciliari, équipe territoriali, rivalutazioni cliniche e, quando previsto dalla legge, anche il ricorso al TSO.
Il problema nasce quando la paura di sbagliare diventa un alibi per non scegliere.
Una psichiatria moderna non può basarsi né sulla coercizione preventiva né sull’attesa passiva dell’emergenza. Dire “non possiamo intervenire perché non possiamo prevedere cosa accadrà” rischia di lasciare le famiglie sole proprio nel momento in cui chiedono aiuto.
La responsabilità professionale non significa punire chi non ha la capacità di prevedere ogni evento futuro. Significa però chiedere che ogni situazione venga valutata con attenzione, che le segnalazioni non vengano ignorate e che le decisioni cliniche siano assunte con trasparenza.
Il vero paradosso è questo: si teme che una maggiore responsabilità porti a un abuso del TSO, ma l’assenza di responsabilità può produrre l’effetto opposto, cioè l’abbandono terapeutico.
Tra la psichiatria della paura e la psichiatria dell’indifferenza deve esistere una psichiatria della responsabilità.
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