Adrano: dopo i cani anche i gatti; attendiamoci un salto di specie?!?
Dopo un primo TSO e l'orrore nel matrattare i suoi cani, fatto che ha destato sconcerto e forti reazioni, non appena è tornato a casa ha colpito di nuovo, vittime stavolta due gattini. Secondo TSO; qualcosa non funziona, il sistema non si prende cura di queste persone brutali e crudeli.
C'è un aspetto della vicenda di Adrano che inquieta quasi quanto l'orrore dei fatti: la loro ripetizione.
Ad agosto, nello stesso appartamento di via Cesare Beccaria, cani torturati e uccisi. Seguirono la denuncia, il TSO e il ricovero in una struttura psichiatrica.
Poche settimane dopo, la storia si ripete. Questa volta le vittime sono due gattini. E scatta un nuovo TSO.
Ed è qui che nasce la domanda più scomoda: che cosa è successo tra il primo e il secondo episodio?
Un TSO è un intervento d'emergenza. Non può essere confuso con una presa in carico continuativa, né può diventare la risposta da ripetere ogni volta che una situazione esplode.
Se dopo un primo episodio di violenza così grave se ne verifica un altro, è legittimo chiedersi se il percorso successivo sia stato realmente adeguato: chi ha seguito la persona dopo il ricovero? Quale assistenza è stata garantita? Quale monitoraggio? È stato valutato il rischio di nuovi comportamenti violenti?
Domande che non significano criminalizzare la malattia mentale. Al contrario: significano chiedere che chi vive una condizione psichiatrica grave non venga lasciato solo a gestire situazioni che evidentemente non è in grado di affrontare.
E significano anche tutelare chi potrebbe diventare vittima delle conseguenze di quella situazione.
Perché intervenire dopo che un animale è stato torturato o ucciso non è prevenzione. È solo una precaria gestione dell'emergenza.
Il punto, dunque, non è chiedere TSO indiscriminatamente. È capire se, dopo il primo episodio, sia stata garantita una vera presa in carico e se siano stati messi in campo tutti gli strumenti disponibili per evitare che accadesse di nuovo.
Altrimenti rischiamo una sequenza tanto semplice quanto drammatica: accade l'irreparabile, arriva il TSO, passa l'emergenza e, qualche settimana dopo, siamo di nuovo qui a raccontare un altro orrore.
Il TSO come noto è un provvedimento di emergenza; spesso i sofferenti vengono dimessi ancora sedati, in ottemperanza alla legge 180, e non trovano alcuna cura extraospedaliera nè sono obbligati a seguirla. In numerosi casi si tratta di persone con patologie complicate che non rispondono alle cure e che non dovrebbero a nostro avviso essere abbandonate nel territorio; in luogo sottoposte a sorveglianza e e trattamenti extraospedalieri obbligatori.
Prima i cani. Poi i gatti. Attendiamoci un salto di specie?!?
Vedi: consenso, tso, legge 180, pericolosità, aggressivitù
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