Adrano (CT): disturbato mentale in grave stato degrado e abbandono; vittime anche i suoi cani
Nel catanese non è bastato il lancio dal quarto piano da parte del una persona poi sottoposta a TSO. Continua la sequenza degli animali vittime di malati psichiatrici in stato di abbandono e incapaci di provvedere a sé stesse.
Il fatto
Adrano (CT) denunciato un uomo per maltrattamento di animali: protagonista un sofferente mentale che abbandona un cane in strada in condizioni sanitarie critiche; intervengono i servizi e a domicilio trovano una carcassa di un cane morto e un altro in fin di via. Scene di degrado e uomo viene sottoposto a Tso.
Com'è possibile che si arrivi a questo punto senza che nessuno abbia intercettato prima quella situazione?
La cosa più inquietante di questa vicenda non è soltanto il degrado trovato nell'appartamento e il destino degli animali. È il fatto che, ancora una volta, si sia dovuti arrivare alla tragedia conclamata prima che qualcuno intervenisse.
Un cane in difficoltà per strada fa scattare l'allarme. E meno male che dei cittadini si sono fermati. Ma dietro quel cane c'era un uomo in un grave stato di sofferenza psichica, in condizioni tali da vivere in uno scenario di abbandono estremo, con un altro animale già morto e un terzo in condizioni precarie.
Dov'erano prima i servizi? Dov'era la rete territoriale? Dov'era quella presa in carico che dovrebbe impedire a una persona gravemente disturbata di sprofondare fino a perdere completamente la capacità di prendersi cura di sé e degli esseri viventi che dipendono da lei?
Naturalmente, dall'articolo non possiamo sapere se questa persona fosse già conosciuta dai servizi sanitari o sociali e non possiamo attribuire alcune responsabilità specifiche senza altri elementi. Ma proprio questo è il punto: non serve conoscere i dettagli per denunciare un sistema che troppo spesso interviene soltanto quando il disastro è ormai visibile a tutti.
Prima l'abbandono silenzioso e poi il degrado
Poi gli animali che soffrono o muoiono. Poi la persona in stato psicotico. Infine Polizia, Carabinieri, medici, ordinanze e TSO. Sempre dopo. Sempre quando ormai la situazione è esplosa.
E allora forse dovremmo smetterla di raccontare queste vicende soltanto come episodi di “degrado” o di “maltrattamento di animali”. Perché qui c'è anche un'altra forma di abbandono: quello di una persona gravemente fragile, lasciata — per ragioni che andrebbero accertate — fino al punto di diventare un'emergenza.
Il TSO può essere necessario e, in questo caso, è stato disposto sulla base di valutazioni mediche. Ma il TSO non può essere la risposta a ciò che una rete di assistenza, prevenzione e monitoraggio avrebbe forse dovuto intercettare molto prima. Una società civile non si misura soltanto da quanto rapidamente interviene nell'emergenza, ma da quanto riesce a evitare che le persone fragili vengano lasciate precipitare nell'emergenza.
E l'ennesima domanda resta lì, senza una risposta: quante persone devono essere ritrovate solo quando sono ormai distrutte, quante situazioni devono degenerare, quanti animali e persone devono pagare il prezzo, prima che si capisca che la grave sofferenza psichiatrica non può essere affrontata soltanto con l'intervento d'urgenza?
Il nostro post , denuncia con forza il problema strutturale:
una persona gravemente compromessa non può diventare “visibile” alle istituzioni soltanto quando il suo disagio produce una scena di degrado, un'emergenza pubblica o la morte di un animale.
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