Caso Fakir: oltre la solita ideologia serve una riforma della sicurezza e della psichiatria
Il tragico caso Fakir a Bologna ha riacceso il solito scontro ideologico: a destra si difendono gli agenti a prescindere, a sinistra scatta l'immediata colpevolizzazione delle forze dell'ordine. Eppure, proprio da questa Sinistra non arrivano da anni proposte concrete per garantire una reale sicurezza pubblica.
Mancano disegni di legge per prevenire e intervenire con rapidità ed efficacia nei confronti dei pazienti psichiatrici più aggressivi, ovviamente con una codifica dei TSO tale da garantire da una parte il diritto ai sofferenti di essere tutelati da abusi, assicurare il diritto alla famiglia che si trova in pericolo di chiedere un TSO e nuove norme che obbligano gli psichiatri a parteciparvi in forma di mediatori.
Vanno sancite nuove forme di trattamento extraospedaliero a tutela dei cittadini e degli operatori.
È evidente l'arroccamento in un vero e proprio pensiero fanatico di sinistra: l'idea che la Legge Basaglia sia perfetta e intoccabile. Se da un lato è stato sacrosanto superare l'orrore dei manicomi, dall'altro è fanatismo rifiutarsi di vedere la realtà della situazione che si è creata oggi. Questa legge non riesce più ad affrontare e gestire i casi umani più complessi e borderline. Più tutele per chi lavora sul campo, meno ideologia e più interventi concreti.
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