Regione Romagna, quale è il "filo rosso" che unisce tutti i casi di cronaca nera con i malati mentali?
Modena, Reggio Emilia, Bologna, Rimini - Questi drammatici fatti di cronaca nera dimostrano la crisi profonda del sistema di assistenza psichiatrica e della salute mentale in Italia, aggravata dalla carenza strutturale di risorse, personale e posti letto nelle strutture di cura nonché i vuoti legislativi che da quasi mezzo secolo affliggono le famiglie e i cittadini.
Questi episodi mettono in luce le falle nei percorsi di presa in carico, monitoraggio e sicurezza dei pazienti psichiatrici gravi, sollevando un acceso dibattito pubblico sulla necessità di riformare la gestione dei malati mentali autori di reato o potenzialmente pericolosi dopo la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).
Complici: la mancanza di personale, le carenze di posti leggo, la saturazione delle REMS con conseguente isolamento delle famiglie e aggressioni agli operatori, a causa di protocolli di sicurezza inadeguati e reparti sovraffollati. Chi più ne ha, più ne metta.
Il quadro legislativo attuale, basato sulla Legge Basaglia del 1978, mostra forti limiti nell'affrontare i casi più complessi e refrattari ai trattamenti.
I principali vuoti legislativi e normativi
- Assenza di obbligo di cura: La legge tutela la libertà di scelta del paziente; non esiste un meccanismo legale che obblighi un malato psichiatrico a seguire terapie farmacologiche a domicilio, lasciando i medici senza strumenti coercitivi fuori dall'ambiente ospedaliero. [1]
- Limiti del TSO: Il Trattamento Sanitario Obbligatorio è una misura di emergenza temporanea (della durata standard di 7 giorni); manca una normativa per gestire i pazienti cronici non collaboranti nel medio e lungo periodo.
- Scaricaricamento della responsabilità: In assenza di un quadro normativo che imponga la continuità terapeutica, la responsabilità legale, assistenziale e di vigilanza ricade quasi interamente sulle famiglie o sui singoli medici, spesso perseguiti penalmente in caso di reati del paziente.
- Il "limbo" delle REMS: Il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ha creato un vuoto normativo per i soggetti socialmente pericolosi; la legge non ha previsto posti sufficienti nelle REMS, con il risultato che molti indagati malati mentali rimangono in libertà senza cure o finiscono in carcere comune.
- Mancanza di protocolli integrati: Non esistono leggi che impongano una reale coordinazione obbligatoria e sanzionabile tra i Dipartimenti di Salute Mentale, i servizi sociali dei Comuni e le forze dell'ordine per il monitoraggio dei soggetti violenti.
Questi vuoti legislativi generano un paradosso: il diritto Costituzionale a rifiutare le cure (Articolo 32) si scontra con il diritto alla sicurezza dei cittadini e con il diritto alla salute dello stesso paziente, che spesso non è in grado di comprendere la propria patologia (anosognosia).