Salute mentale, un giovane su quattro sta male? E il 40% degli adulti è in difficoltà? Facciamo chiarezza sui numeri
Tra allarmi, percentuali impressionanti e titoli acchiappaclick, la salute mentale è diventata protagonista di molte notizie. Ma quanto sono affidabili queste cifre? La risposta richiede una distinzione fondamentale: non tutti i numeri misurano la stessa cosa
Quali cifre?
Un giovane su quattro soffrirebbe di disagio mentale. Fino al 40% degli adulti avrebbe problemi psicologici. Sono percentuali che colpiscono, preoccupano e fanno notizia. Ma prima di accettarle come fotografie della realtà, occorre una domanda semplice: che cosa è stato misurato, su quale popolazione e in quale periodo?
Il primo equivoco nasce dalla confusione tra disagio psicologico, sintomi depressivi, disturbi mentali diagnosticati e rischio di sviluppare un problema. Non sono sinonimi. Una persona può attraversare un periodo di ansia o stress senza avere un disturbo psichiatrico; allo stesso modo, non tutte le persone con un disturbo ricevono una diagnosi o si rivolgono ai servizi sanitari.
Anche il periodo di riferimento cambia radicalmente il significato di una percentuale. Dire che una persona ha sperimentato un problema almeno una volta nella vita è molto diverso dal dire che ne soffre oggi. E una ricerca condotta su adolescenti, studenti o persone che hanno richiesto aiuto psicologico non può essere automaticamente estesa a tutti i giovani o a tutta la popolazione adulta.
Che cosa dicono i dati ufficiali italiani?
Secondo l'Istituto superiore di sanità, nel biennio 2023-2024 poco più del 6% degli adulti ha riferito sintomi depressivi associati a un peggioramento del proprio benessere psicologico per più della metà dei giorni del mese precedente l'intervista. Tra gli ultrasessantacinquenni la quota era circa del 9%. Si tratta di indicatori specifici, non di una stima di tutti i possibili disturbi mentali. Fonte: ISS, sorveglianze PASSI e PASSI d'Argento.
Un'altra fotografia arriva dal Ministero della Salute: nel 2024, 845.516 persone sono state assistite dai servizi specialistici italiani per problemi di salute mentale. Un dato importante, ma che conta le persone prese in carico dai servizi, non tutte quelle che potrebbero vivere un disagio. Inoltre, il rapporto segnala lacune nei dati di alcune regioni. Fonte: Rapporto salute mentale 2024.
E per i giovani? L'Istat misura anche il benessere psicologico attraverso un indice specifico: nel 2024 il valore medio era di 68,4 su 100 tra le persone dai 14 anni in su, mentre tra i 14-19enni era di 71,8. Questo indicatore descrive il benessere psicologico medio, non la percentuale di giovani con un disturbo mentale. Fonte: Istat, Giornata mondiale della salute mentale.
Dunque, il 25% o il 40% sono numeri falsi?
Non necessariamente. Potrebbero derivare da studi reali, ma riferirsi a definizioni, fasce d'età, campioni e periodi diversi. Una percentuale relativa a un'esperienza nell'arco della vita, a una scala di screening o a un insieme ampio di difficoltà psicologiche non equivale alla prevalenza attuale di una patologia diagnosticata.
Il problema giornalistico nasce quando queste distinzioni scompaiono e una stima circoscritta diventa un'affermazione generale: «un adulto su quattro è malato», oppure «il 40% della popolazione soffre di disturbi mentali», senza spiegare da dove provenga il dato.
Informare senza alimentare allarmismi
La salute mentale è un tema serio, merita attenzione, servizi adeguati e investimenti nella prevenzione. Proprio per questo non ha bisogno di percentuali presentate senza contesto. Un titolo efficace non dovrebbe sacrificare la precisione per suscitare paura o indignazione.
La regola è semplice: davanti a una cifra sensazionale, chiediamo sempre chi ha condotto lo studio, quando, su quante persone, con quale definizione di disagio e con quale periodo di riferimento. E soprattutto, cerchiamo il rapporto originale.
La conclusione non è che il disagio mentale sia un problema marginale, né che le statistiche allarmanti siano tutte inventate. È che ogni percentuale deve essere letta per ciò che misura davvero. Per fare luce, non basta pubblicare un numero: bisogna spiegare che cosa significa.
Alcuni testi sono stati generati con l'aiuto della IA; potrebbero contenere inesattezze. Le informazioni contenute in questo sito hanno scopo informativo e non sostituiscono il consiglio, la diagnosi o la terapia di un medico qualificato. Il visitatore assume la piena responsabilità per qualsiasi azione intrapresa sulla base di tali contenuti, sollevando il titolare del sito da ogni responsabilità. Consulta anche le condizioni d'uso.