Psicologo a scuola? Sì, e subito con la massima urgenza!
Cyberbullismo, bullismo, violenze fisiche e psicologiche, isolamento post-covid, sono all'ordine del giorno: segnali non indifferenti di disagio psicologico che nel futuro prossimo si possono concretizzare in veri disturbi mentali gravi.
La nostra è una società alla deriva, i segnali arrivano dai giovani a scuola: insegnanti che hanno perso il potere per incutere quel timore reverenziale capace di mantenere ordine e quel senso disciplina in classe, spesso ostacolati da genitori iperdifensivi increduli di certi comportamenti inaccettabili che tengono in classe.
Alunni poi che fin dalla età di 10 anni, se non prima, accontentati ingiustamente in ogni loro desiderio, che usano il cellulare e si collegano a internet, esposti ai rischi di Internet. Probabilmente figli desiderati sì ma che vengono lasciati a sé.
Non è più la famiglia patriarcale di una volta, nemmeno quella matriarcale; perlomeno se uno dei due coniugi restava a casa e non lavorava, come nel dopoguerra, i figli venivano seguiti con maggiore assiduità. In luogo oggi i tempi sono frenetici, si lavora da mattina a sera,, tutti due, si torna a casa e non c'è la pazienza di seguire nemmeno i figli, questa è la vita iper-frenetica alla quale tutti noi siamo sottoposti.
Il disagio mentale aumenta, le violenze tra minori anche, senza dimenticare gli atti di stalking e persino i femminicidi. Tutto ci indica che c'è qualcosa che non va sia nel trattamento di queste persone, sia - e soprattutto - nella prevenzione, della quale non si parla mai.
E' interessante la proposta di alcune associazioni e gruppi di familiari di istituire a tempo indeterminato la figura di uno psicologo perlomeno in ogni distretto scolastico, con il compito di:
- adoperarsi per un ascolto continuativo degli alunni disagiati
- occuparsi di quelli eventualmente segnalati dai famigliari o insegnanti (es. che presentano sospetto di ADHD) che assumono comportamenti anomali
- sottoporre tutti gli alunni sistematicamente a test di personalità o altri test come MMPI (Minnesota) in due tornate e colloqui; ai 12 anni e 18 anni; permetterebbe di individuare immediatamente il disagio
- obbligo di informare anche i centri preposti e competenti, riferiti al tipo di disagio individuato, al fine di approfondire quanto indivuato, formulare una eventuale diagnosi e intraprendere un percorso di trattamento o cura
Se infatti il disagio viene ignorato può sfociare in vera e propria malattia mentale che spesso non è trattabile se non con tempestività; bisogna far prevenzione per evitare la cronicizzazione così da risparmiare tempo,, evitare il peggio e contenere i futuri costi sociali.
Tristemente concludiamo che, scorrendo la cronaca, ci sono centinaia di iniziative dispersive; ogni scuola, provincia, regione, ecc. fa come al solito da sé, offrendo dei servizi che localmente possono avere una buona utilità, ma spesso affidati a cooperative, privati, ecc. speso per affrontare un solo problema alla volta e in modo parziale. Il rischio è che nel delicato campo della salute mentale, tutto proceda alla Armata Brancaleone, senza un preciso obiettivo unitario e una soluzione basata su un modello universale capace di affrontare questi problemi.