Necessari provvedimenti per vietare in modo permanente la detenzione di nuovi animali a soggetti già segnalati
La recente tragedia di San Giovanni La Punta, dove la cagnolina Betty Boop è purtroppo deceduta dopo essere stata lanciata dal quarto piano da una malata mentale sottoposto a TSO, solleva un dibattito cruciale sull'efficacia dei controlli preventivi per la tutela degli animali.
Attualmente, il sistema giuridico affronta queste problematiche attraverso strumenti diversi dal patentino:
Sanzioni penali e sequestro: Il maltrattamento e l'uccisione di animali sono reati puniti dal Codice Penale, e le autorità possono disporre il sequestro immediato dell'animale per allontanarlo da contesti violenti o incompatibili con il suo benessere.
Trattamento e tutela: Nei casi in cui i responsabili presentino gravi problematiche di salute mentale, come nell'episodio recente, scattano i protocolli sanitari (TSO) e l'intervento dei servizi sociali. Tuttavia, le associazioni animaliste denunciano spesso la mancanza di un coordinamento che vieti in modo permanente la detenzione di nuovi animali a soggetti già segnalati.
Limiti del patentino: Il percorso del patentino per cani è nato per educare i proprietari alla gestione di razze impegnative o soggetti aggressivi per la sicurezza pubblica, ma non è strutturato come un filtro psichiatrico o un'abilitazione generale alla proprietà di un animale domestico.
Molti esperti e associazioni chiedono l'introduzione di una vera e propria "anagrafe degli interdetti", ovvero un registro che impedisca l'adozione o l'acquisto di animali a chi ha già subito condanne o provvedimenti per maltrattamento.
Quel che ci preme sottolineare nuovamente in questo articolo è che l'accaduto ha destato più scalpore per il cane, mentre nessuno si è posto il dubbio sulla affidabilità di alcune categorie di malati nel prendersi cura di un animale né di come vengono seguite queste persone dai servizi psichiatrici territoriali.