Matricidio Carbone, l’assassino potrebbe non aver preso gli psicofarmaci
Torniamo a parlare del matricidio di Maria Vittoria Carbone, avvenuto a Tito giovedì 13 agosto e per il quale è stato arrestato il 31enne Giampiero Santamaria (ndr. continua la lunga sequenza di assassini e crimini nel silenzio della opinione pubblica).
Con riferimento a un breve articolo pubblicato in:
https://ufficiostampabasilicata.it/
come al solito l'ennesimo omicidio sembra sia stato provocato dalla mancata assunzione dei farmaci da parte del matricida. Rimandiamo al link a piè pagina con un filmato pubblicato nel sito.
Si assiste alla ripetizione di gravi atti a danno dei familiari e, in altri casi, a danno dei cittadini, che dovrebbero chiedere con insistenza la promulgazione di nuove norme per impedire la deriva dei pazienti non curati fino a commettere questi atti. Chiunque potrebbe esserne vittima.
E' un problema di sicurezza pubblica e tutti dovrebbero rendersene conto.
La mancata adesione alle cure, spesso per revoca del consenso da parte dell'interessato dà luogo a ricadute psichiatriche con deliri, allucinazioni e alla fine, nei casi peggiori, l'esecuzione di omicidi e matricidi. e altri delitti. Servono norme per obbligare alcune categorie di pazienti a seguire le cure.
Lo Stato è assente, deve intervenire in nome della sicurezza, non solo degli operatori barricati nei servizi, ben protetti da guardie giurate e telecamere. Assenti anche le associazioni dei familiari che dovrebbero sollevarsi e non nascondere questi fatti in nome della lotta allo stigma. Il loro silenzio non fa altro che favorire la ripetizione di questi vergognosi fatti di cronaca e consentire l'abbandono. La famiglia non è un reparto psichiatrico.
Per dire basta alle aggressioni e le mancate responsabilità dei sanitari e dei politici, unitevi alla lotta, anche in forma anonima, contattando:
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