Menefreghismo delle forze politiche, mentre si verificano ogni giorno nuove aggressioni e atti violenti con malati mentali che non rispondono alle cure e con una storia di ricoveri ripetuti. Negli Usa è andata diversamente, dal 1999. E' ora di cambiare le regole anche in Italia.
La legge introduce il cosiddetto AOT, cioè la possibilità per un giudice di obbligare alcune persone con gravi disturbi mentali a seguire obbligatoriamente le cure psichiatriche ambulatoriali. Con riduzione significativa dei reati e benefici per la comunità.
Ci sono voluti 8 feriti, 4 gravi e due accoltellati per accorgersi che, la maggior parte dei pazienti psichiatrici smette di frequentare le strutture senza accordo con i medici. Fatti lamentati da anni dai familiari ignorati e lasciati soli.
E oggi? Tra sedi e recapiti originari se ne contavano 68. Dopo la scomparsa della sig.ra Zardini (2023) presidente e fondatrice della Associazione, ora l'ARAP conta solo due sezioni. Ha mantenuto il nome cambiando le alleanze e finalità rispetto al passato. Una vera inversione di marcia.
Il pensiero comune oscilla tra la richiesta di riaprire i manicomi, vedi il caso di Modena e tanti altri, quando il malato mentale commette gravi delitti, e la forte indignazione se effettuati TSO o trattamenti coercitivi. C'è una via di mezzo?
Lo avevamo già scritto nel primo articolo su Modena, come al solito la politica da una parte, pennivendoli che depistano le menti deboli e altri fanatici condannano a morte l'autore che secondo lo stresso Piantedosi è un disturbato psichiatrico
La riforma psichiatrica introdotta con la cosiddetta Legge Basaglia (Legge 180 del 1978) rappresenta uno dei passaggi più radicali nella storia della sanità italiana. La chiusura dei manicomi ha segnato la fine di un sistema spesso disumano, restituendo dignità e diritti a migliaia di persone.