Ricordando la sig.ra Maria Luisa Zardini
A memoria della sig.ra Maria Luisa Zardini, fu presidente ARAP
dal sito www.vittimedella180.org - Voglio ricordare una grande donna di cui ho appreso solo in questi giorni la morte: Maria Luisa Zardini.
Era nata nel 1925 a Cortina di Ampezzo. Ragazza alta, bella e di viva intelligenza si era trasferita presto a Roma dove si era innamorata di un uomo più piccolo e brutto di lei, ma anche lui di vivissima e creativa intelligenza: il celebre psicologo radicale Luigi De Marchi. Si era innamorata e lo aveva sposato.
Avevano insieme fondato l’Aied, l’associazione italiana per l’educazione demografica, che voleva educare le donne alla pianificazione familiare e quindi alla nascita di un numero di figli compatibile con le possibilità economiche ed educative della famiglia.
In quegli anni Paolo VI aveva introdotto il concetto di “Paternità (o maternità) responsabile: non si devono fare più figli di quelli che non si possono decentemente mantenere. Zardini e De Marchi gli hanno dato un valore assoluto: è un imperativo morale categorico non fare più figli di quelli che si possono mantenere o la società può mantenere.
Ognuno troverà i mezzi che la sua coscienza gli detta: la castità, i contraccettivi, quello che pensa giusto. Ma non deve fare più figli di quelli che può mantenere e ed educare. Per anni la Zardini ha girato per le borgate romane, cercando di educare quelle donne disperate ed ignoranti almeno all’uso dei contraccettivi.
Dall’esperienza è nato un libro, scritto col marito: Inumanae vitae. Dal suo matrimonio sono nati due figli, un maschio ed una femmina. Purtroppo la figlia si è ammalata , durante l’adolescenza, di schizofrenia. Erano gli anni in cui Basaglia iniziava la sua trista opera.
De Marchi denunciò subito la criminalità dell’opera di Basaglia per cui “ il nucleo familiare diventava il luogo principale in cui avvengono gli omicidi, frutto del fallimento” della legge 180”. Egli proponeva quello che ogni persona di buon senso che conosceva la realtà della psicosi auspicava: “una riforma radicale con l’apertura di cliniche psichiatriche che non siano i vecchi manicomi ma strutture umanizzate, oltre che di centri per l’attività riabilitativa”. Non aveva però fatto i conti con quella che è la vera, grande mafia italiana: la sinistra. La sinistra comunista e catto-comunista.
L’ attività di De Marchi, che aveva avuto un grande successo con l’Aied, fu un fallimento totale contro il prepotere dei comunisti, compatta nella difesa della 180.
Maria Luisa fondò, subito dopo l’entrata in vigore della 180, l’Arap: associazione per la riforma psichiatrica. Negli anni 70-80 l’Arap fiorì: si formarono decine di filiali in tutta Italia.
Maria Luisa scrisse anche qui un libro: “La tragedia psichiatrica” [1986] che descriveva le tragedie e drammi quotidiani delle famiglie. Questo sito ripercorrerà la storia e pubblicherà parte delle storie.
Vi furono ben 35 proposte di riforma della legge psichiatrica. Poi con Mani pulite, che distrusse la prima repubblica ed i suoi politici, ogni ideale, nella politica cessò. Abbiamo avuto ancora qualche parlamentare di buon cuore che si è interessato dei nostri problemi. Voglio ricordare Gubetti, Ciccioli, Marin e quel simpatico matto di Meluzzi. Adesso è un piattume unico. L’Arap si è ridotta solo a Roma. La stupida ideologia di Basaglia ha trionfato ovunque.
Ovunque psicanalisti da strapazzo (vi ricordate di Bibbiano ?) danno la colpa della malattia ai genitori: se la figlia si ammala è ovviamente il padre che la ha violentata. Se si ammala il figlio, è la madre possessiva che lo turba. Ma la malattia si può guarire col tempo e – naturalmente – con le cure dello psicanalista stesso. Balle: è una malattia degenerativa della corteccia cerebrale.
Così come il diabete è una malattia del pancreas. Si possono mitigare e annullare i sintomi (non con la 180!!) , ma non si può guarire. Mi diceva un caro amico psichiatra che in 40 anni di carriera non ha visto neanche uno schizofrenico guarire.
Ma torniamo a Maria Luisa Zardini. E’ stata, come lo sono stato io, una sconfitta, una perdente. Abbiamo perso. La 180 e Basaglia sono più vive e cattive che mai. Ma per noi, come per gli Alpini: “Fu legge soltanto il dovere”. Maria Luisa il suo dovere lo ha fatto.
Ha amato ed ha curato il suo prossimo per tutta la vita. Ed io sono convinto che questo sia bastato: molto le è stato perdonato, perché molto ha amato. Dio la ha accolta nel Suo Infinito abbraccio. E spero che il suo De Marchi, anche se ateo convinto, sia con lei. Ah! Due settimane fa ben 3 madri sono state ammazzate dai figli schizofrenici. Ma a chi frega qualcosa ?
dal sito www.vittimedella180.org- ing. Dal Buono